Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-09

L'IMPOSSIBILITA' DI SOPRAELEVARE A DISTANZA INFERIORE A QUELLA LEGALMENTE PRESCRITTA - Riccardo MAZZON

Tra le facoltà concesse al preveniente non v"è, secondo la giurisprudenza, quella di sopraelevare il manufatto a distanza inferiore a quella legalmente prescritta:

"in tema di distanze fra costruzioni, il proprietario, che edifichi per primo optando per la facoltà di portare il proprio fabbricato fin sul confine, compie una scelta irreversibile in senso verticale, la quale non consente di realizzare successivamente rientranze o sporti sul fabbricato medesimo" Cass. 7.10.86, n. 5907, GCM, 1986, fasc. 10 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

Più esplicitamente,

"colui che per primo abbia costruito adottando una delle alternative offertegli dalla legge in tema di distanza dal confine non può modificare tale scelta nella prosecuzione in altezza della costruzione e, pertanto, ove si sia giovato della facoltà di costruire sul confine, non può recedere dalla scelta compiuta, operando (nei piani superiori) delle rientranze per aprirvi delle vedute, e costringere il vicino ad uniformarsi alla nuova scelta attuata, a meno che non si discosti dal confine di oltre tre metri o di quelle maggiori distanze previste dai regolamenti edilizi" (Cass. 25.5.1981, n. 3421, GCM, 1981, fasc. 5; Cass. 19.1.79, n. 401, GCM, 1979, 185).

La scelta del preveniente è, pertanto, in questo senso, definitiva

"in tema di distanze nelle costruzioni la scelta che spetta al preveniente di costruire sul confine è definitiva nel senso che una volta iniziata la costruzione sulla linea di confine egli è obbligato, nel sopraelevare l'opera, a costruire in corrispondenza della stessa linea su cui ha innalzato i piani inferiori, oppure a distanza non inferiore a quella legale prescritta per le costruzioni, giacché se gli fosse consentito di realizzare una scelta variabile tra i vari piani del fabbricato costringerebbe il vicino prevenuto ad elevare a sua volta un edificio con muri perimetrali a linea spezzata" Cass. 20.7.99, n. 7762, GCM 1999, 1678,

e vincolante per il preveniente stesso:

"in tema di distanze fra costruzioni la scelta che spetta al preveniente di costruire sul confine è definitiva, nel senso che tale scelta condiziona non solo l'attività edilizia del vicino, ma lo stesso preveniente che nella prosecuzione in altezza del fabbricato deve attenersi alla regola costruttiva originariamente adottata, per modo che sia il preveniente che il prevenuto possono sopraelevare sul filo della precedente costruzione, ma se non ritengono di rispettare tale criterio costruttivo devono osservare dall'altro fabbricato il distacco minimo previsto dal codice civile o dai regolamenti locali" Cass. 15.10.92, n. 11284, GCM, 1992, fasc.10.

Quanto al fondamento normativo dell"orientamento testé evidenziato, parte della giurisprudenza lo rinviene direttamente nell"articolo 875 del codice civile,

"l'art. 875 c.c., il quale consente al vicino di ottenere la comunione forzosa del muro altrui, che non è sul confine, si riferisce all'ipotesi di suolo inedificato. Pertanto, qualora il proprietario preveniente abbia edificato un manufatto a piano terra, lungo la linea di confine, per poi costruire altro corpo di fabbrica, ovvero una sopraelevazione arretrata di detto manufatto, a distanza dal confine inferiore alla meta di quella legale, il proprietario prevenuto non può invocare l'applicazione della predetta norma, per occupare il suolo su cui insiste l'indicato manufatto, ma può far valere il suo diritto a costruire lungo la verticale dal confine, in conseguenza della scelta irrevocabile a suo tempo fatta dal preveniente con l'edificazione a piano terra, a meno che, nel frattempo, questo ultimo non abbia usucapito il diritto di tenere la sua ulteriore costruzione o sopraelevazione alla minor distanza anzidetta" Cass. 19.6.80, n. 3913, GCM, 1980, fasc. 6,

mentre altri coinvolgono l"articolo 14 delle preleggi:

"la facoltà di colui che costruisce per primo di adottare una delle alternative offertegli dalla legge in tema di distanza rispetto al confine vale soltanto per il pianterreno e non anche per le sopraelevazioni, in quanto la norma dell'art. 873 c.c., che fa riferimento alla prima edificazione sul suolo e non contempla le sopraelevazioni, non può, ai sensi dell'art. 14 delle preleggi, essere applicata oltre il caso in essa considerato. Pertanto chi abbia costruito a piano terra lungo il confine, non può, nell'innalzare ulteriormente la sua costruzione, arretrarla da questo per aprire vedute verso di esso (in quanto ciò pregiudica il diritto del vicino di costruire, volendo, tutti i suoi piani sulla linea di confine), tranne che l'arretramento della sopraelevazione sia pari ad almeno tre metri o alla maggiore distanza imposta dai regolamenti locali. Analoga limitazione vale per la sopraelevazione eseguita dal prevenuto" Cass. 11.1.80, n. 4915, GCM, 1980, fasc. 8.



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