Changing Society, Persone con disabilità -  Redazione P&D - 2017-03-10

Lindifferenza fa più danni del conservatorismo - Paolo Cendon (Corriere della Sera 10 marzo 2017)

Caro direttore, si è parlato di recente - a proposito della legge sul testamento biologico, in discussione alla Camera - di una lobby «conservatrice» che opererebbe in Parlamento.

Direi che qualcosa del genere esiste in effetti. Non credo sia comunque il solo grumo di onorevoli che remano, più o meno consapevolmente, contro le persone fragili. Né appare quello più temibile.

Certo i conservatori in tema  non mancano; sparsi in ogni partito, traggono linfa da diverse ideologie (soprattutto un certo cattolicesimo, integralista e celeste, un certo marxismo, sordo e ottocentesco, un certo liberalismo, tagliato sugli stereotipi del cittadino austero, tetragono).

Il tasso di pericolosità non mi sembra qui, comunque, il più elevato.

Pugnaci sì, obbediscono a soffi profondi, questi nostalgici; ma alla fine è la loro stessa durezza a smascherarli.

Gli parlate di qualità della vita, di quotidianità ferita di un morente; vi rispondono invitando la mente a librarsi in alto, verso l"eternità che comanda, i dogmi infrangibili.

Gli nominate Gesù Cristo, la risposta è che il punto vero è l"osservanza, la devozione a Roma.

Un malato soffre, le medicine più non gli giovano: concedono che gli verrà staccata la spina, forse, non si sogni però di venire «aiutato» a spegnersi, con qualcosa di versato nella flebo, addirittura.

Discorsi gravi. Non è un tratto da sottovalutare; qualche scaramuccia si perderà, la battaglia può alla fine essere vinta.

Con la lobby «affaristica» in Parlamento è già più dura. Coefficiente marcato di pericolosità.

Parlo del blocco che ha deluso, l"estate scorsa, le aspettative dei genitori circa una normativa davvero seria sul «dopo di noi».

Di brutto questa incrostazione ha che è potente, ramificata: banche, assicurazioni, studi legali, finanziarie.

Gli parlate della mamma di un figlio disabile, la quale teme che un giorno, quando sarà scomparsa, nessuno chiederà più al suo giovanotto come sta, se ha voglia di un gelato; ribattono che quel che serve in Italia è una buona disciplina sul trust, sui negozi fiduciari.

Accennate al primato dei diritti civili, al dovere di abbandonare approcci pietistici; vi richiamano alla necessità di un"accorta defiscalizzazione per i patrimoni vincolati, per le fondazioni.

Di buono c"è che avete dalla vostra, qui, il popolo italiano.

Si può pensare già a qualche campagna di rilancio: per l"avvio di un coordinamento col giudice tutelare, per una ripartenza del «progetto di vita» - immaginato stavolta come statuto argentino, tintinnante. Un bill of rights autentico.

Le difficoltà più grosse vi aspettano con la terza lobby, quella dell"indifferenza.

Un chiaro esempio sono i tentativi di far approvare, da chi dovrebbe, il progetto abrogativo dell"interdizione.

Spiegate (Commissione xy, stanza 652) che una proposta esiste già, risalente a dieci anni fa, con i partiti pronti tutti ad approvarla?

Vi guardano con l"aria di chi neanche sa di cosa state parlando.

Insistete che l"interdizione è un regime mortificante, che vari Stati in Europa l"hanno cancellato?

Vi ascoltano con gentilezza, senza commentare.

Insistete trattarsi di un istituto così oppressivo che tanti credono sia già stato abolito, anche da noi; e che la realtà è invece che gli interdetti sono oggi decine di migliaia: con vari Tribunali chiusi a civiltà e fratellanza, allenati a interdire trimestralmente un sacco di poveretti?

Vi avvertono che avete sbagliato indirizzo. E voi obbedite, andate giù, toc toc, e fate quello che vi consigliano, solo che di nuovo… non so se occorra che continui.

Così uscendo in piazza Montecitorio, senza aver molto combinato, non potete evitare di compiacervi: «Quanta affabilità questi parlamentari, verso un elettore qualsiasi», e insieme di mormorare: «Ho come un senso di déjàvu, letture dei vent"anni, Il giudizio mi pare, come si chiamava quello scrittore, Kafta, Kafpa, un cognome simile …».

(In allegato la pagina del giornale).



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