Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-08-23

LO STADIO COMUNALE E UN BENE PUBBLICO – Tar Lombardia 559/13 – Alceste SANTUARI

Il Tar Lombardia, Brescia, sez. II, con sentenza 11 giugno 2013, n. 559, ha statuito circa il rapporto che deve intercorrere tra società calcistiche e l"utilizzo di uno stadio comunale, affermando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia.

I giudici amministrativi hanno dunque affermato che spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto la gestione degli impianti sportivi, che rientrano nel patrimonio indisponibile del Comune. Tale impianti sono destinati ad un pubblico servizio, atteso che essi risultano finalizzati a soddisfare proprio l'interesse dell'intera collettività alle discipline sportive. Gli impianti in parola possono certo trasferiti nella disponibilità dei privati (nella fattispecie, due società sportive, segnatamente l"Atalanta e l"Albinoleffe) perché ne facciano un uso ben determinato solo mediante concessione amministrativa.

Con particolare riguardo alla concessione a terzi di uno stadio comunale, la Corte di Cassazione (facendo applicazione del previgente art. 5 c. 1 della L. 6/12/1971 n. 1034, ma oggi una disposizione sostanzialmente analoga è racchiusa nell'art. 133 c. 1 lett. b) del C.p. a). ha affermato che si tratta di un impianto che appartiene al patrimonio indisponibile del Comune ai sensi dell'art. 826 u. c. del c.c. Da tale assunto discende che qualora l"impianto sia messo a disposizione di privati con provvedimento autoritativo unilaterale per determinati usi, le controversie relative al rapporto concessorio restano devolute al giudice amministrativo. Nel caso di specie, peraltro, l'atto di concessione ha pacificamente ad oggetto il bene pubblico "stadio" e non direttamente un servizio pubblico, come emerge dagli elementi essenziali della convenzione:

  1. la fissazione di un canone variabile come corrispettivo per il bene dato in godimento e in gestione
  2. obbligo per le concessionarie di provvedere alla custodia dell'impianto, nonché agli interventi di manutenzione ordinaria e alla cura del terreno di gioco
  3. ammette l'autorizzazione a terzi a fini ricreativi.

E" opportuno segnalare che nel caso di specie, in base alla convenzione stipulata dalle tre parti, il bene patrimoniale indisponibile è concesso in gestione a entrambe le Società fino ad un termine predeterminato, ossia il 30 giugno 2015. Nessuna clausola del testo sottoscritto contempla – quale motivo di risoluzione – la permanenza delle squadre nelle massime categorie del campionato italiano (serie A o serie B). L"art. 3 del contratto, peraltro, nel collegare la risoluzione del rapporto al verificarsi di taluni eventi – sopravvenuti motivi di interesse pubblico, modifiche dello statuto sociale delle Società affidatarie del servizio, mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo del contratto, casi di legge, scioglimento delle Società – nulla afferma a proposito dell"eventuale retrocessione di Albinoleffe (ovvero di Atalanta) in Lega Pro. La riflessione che consegue è l"impossibilità di aggiungere una causa ulteriore di risoluzione del vincolo negoziale oltre a quelle tassativamente previste dalla legge o dal contratto. Né soccorre, a favore della prospettazione della ricorrente, la modalità di calcolo del corrispettivo – effettivamente determinato prendendo in considerazione la disputa del campionato di serie A ovvero di serie B – trattandosi della quantificazione del canone per l"utilizzo dell"impianto, che è stato ancorato alla situazione di fatto esistente al momento delle stipulazione (all"epoca Atalanta era in serie A e Albinoleffe in serie B).



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