Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Mottola Maria Rita - 2013-10-27

LO STATO SCERIFFO DI NOTTINGHAM - GUP di Milano 24 OTTOBRE 2013 – Maria Rita MOTTOLA

l"assolutismo consiste principalmente nel comandare alla borsa degli altri (Antonio Rosmini)

Chi ha la sfortuna si difendere imprenditori che un tempo ebbero una delle tante aziende italiane che creavano ricchezza e posti di lavoro e ora si trovano sul banco degli imputati per aver omesso di versare imposte e contributi non può non rendersi conto che lo Stato italiano è ormai divenuto solo un esattore delle imposte, (come un pubblicano) perché non solo esige ciò che l'Europa impone (come le imposte di Roma potenza dominatrice ma legittimata a pretenderle contrariamente a questa entità che ci sovrasta senza alcuna giustificazione giuridica e neppure storica) ma anche pretende molto di più. Lo Stato assomiglia sempre di più allo sceriffo di Nottingham perché taglieggia i suoi sudditi (non certo è possibile chiamarli cittadini) in nome di un usurpatore (Re Giovanni senza terra che governava al posto di Riccardo cuor di leone, anche se la sua figura storica è stata eccessivamente valutata restava pur sempre il legittimo sovrano) perché i nostri ultimi governi sono stati nominati da un presidente eletto da un parlamento costituitosi illegittimamente in base a una legge elettorale evidentemente contraria a tutti i principi che fondano la nostra Costituzione, dunque governi che hanno usurpato la sovranità che appartiene solo al popolo. Altrettanto certo è che questo Stato non è come il pubblicano che pentito per il suo ingiusto e illegittimo operare restituisce quanto ha preteso ingiustamente anzi restituisce il quadruplo (la legge imponeva di restituire il doppio del maltolto una specie di quantificazione del danno in via presuntiva e certo la sua condotta dimostra non solo la volontà di risarcire ma molto di più). Eppure una parte dello Stato sta cercando di fare giustizia, giustizia concreta.

Molte recenti decisioni hanno, infatti, consentito di mandare assolti i piccoli e medi imprenditori che non hanno potuto far fronte alle pendenze fiscali e contributive, esose, esagerate, prive di ogni logica e giustificazione a causa proprio dell'attività di governo che ha modificato la stessa essenza del vivere civile, alterando le leggi di mercato, aderendo a una logica mercantilistica che favorisce gli operatori di una finanza truffaldina che porta a spostare le ricchezze dalle classi medie ai ricchi. E già perché le statistiche ci rimandano una situazione alquanto diversa da quella raccontata dai politici. L'Italia non è diventata più povera, gli italiani quelli sì si sono impoveriti ma il 10 % di loro si è arricchita in maniera spropositata esattamente come lo sceriffo di Nottingham che rubava ai poveri, pretendendo tasse non dovute, a favore dei ricchi o meglio di se stesso. Così lo Stato con la sua azione, arricchendo i ricchi e le classi dirigenti scelte tra tale cerchia di persone, consolida il potere di una classe politica che non è stata eletta e neppure immaginata dagli elettori. Una brutta, tragica vicenda illuminata come si diceva solo da alcune sentenze che si stanno però consolidando in un orientamento di merito.

Così il GIP di Milano afferma che una situazione di difficoltà economica - testimoniata dall'emissione nei confronti della società (in liquidazione) di un decreto ingiuntivo per rilevanti importi - è idonea ad escludere, in capo al rappresentante legale della società medesima, l'elemento psicologico richiesto ai fini dell'integrazione della fattispecie di omesso versamento IVA, assolvendo l'imputato perché il fatto non sussiste (Sentenza 5.11.2012 n. 2818 del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano ). Anche il GIP di Firenze ammette che l'omesso versamento (dell'IVA) per importi superiori a 50.000,00 euro in relazione ad un unico periodo d'imposta non costituisce reato se il soggetto inadempiente, ma che ha sottoscritto con l'agenzia delle Entrate un piano di rientro, è costretto ad evadere a causa delle gravi difficoltà economiche e della situazione di "illiquidità" nella quale si è venuto a trovare, così che si deve concludere per la carenza del necessario elemento soggettivo (Sentenza 10.8.2012 del Gip presso il Tribunale di Firenze). Anche la Commissione Tributaria ha affermato che non è tenuto al pagamento delle sanzioni connesse al ritardato pagamento delle imposte il contribuente che dimostri di aver commesso la violazione a causa della lentezza nei pagamenti della pubblica amministrazione., ravvisando così la mancanza del requisito della colpevolezza previsto dall'articolo 6, quinto comma, del d. lgs. 472/1997, perché l'inosservanza della norma è necessariamente e inevitabilmente cagionata da una forza esterna al soggetto obbligato e per questo motivo non sussiste il presupposto per la nascita dell'obbligazione delle soprattasse (Ctr Lazio sentenza 158/29/12). Molte sono le decisioni dei Tribunali che mandano assolti gli imprenditori a maggior ragione se la crisi aziendale è stata causata proprio dalla condotta  dello Stato che prima dichiara penalmente rilevante l'omissione del versamento delle imposte e poi congela i propri debiti nei confronti delle aziende, decretando inevitabilmente il loro tracollo.

E', infine, di questi giorni la sentenza con cui il GUP di Milano ha assolto un imprenditore che non ha versato l'IVA all'erario a causa della difficile situazione economica dell'impresa. Secondo la sentenza mancava la prova dell'elemento soggettivo del reato. L'imputato aveva, infatti, regolarmente presentato le denunce di legge. Se avesse veramente voluto evadere l'imposta non avrebbe documentato quanto dovuto all'erario. Le moltissime sentenze in argomento dimostrano quanto nel sentire comune la pretesa dello Stato sia malevola e non tollerata. Solo i fatti che si percepiscono come gravi e reprensibili possono essere sanzionati con la condanna penale. Parte della magistratura si fa portavoce di tale disagio e sofferenza che contesta la modifica definitiva del concetto stesso di Stato divenuto solo un esecutore dei diktat europei e che imponendo il pareggio di bilancio ha abdicato al diritto del popolo a autodeterminarsi, soprattutto in ambito economico. Che senso hanno le parole del vicepresidente del CSM di ieri 26 ottobre? Egli tra l'altro richiamando la magistratura a uscire dal cortocircuito con la politica afferma che: . Sono parole dirette a pochi magistrati vittime di protagonismo o a tanti magistrati che operano alla ricerca della giustizia concreta contro questo stato-padrone?



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