Changing Society, Minori, donne, anziani -  Colussi Ilaria Anna - 2013-12-08

L'ONU, IL VATICANO E GLI ABUSI SESSUALI DEI PRETI PEDOFILI- Ilaria Anna COLUSSI

Il Vaticano ha risposto solo parzialmente agli interrogativi sollevati dal Comitato per i Diritti dei Bambini (CRC) delle Nazioni Unite, con riguardo agli abusi posti in essere da sacerdoti e membri del clero in tutto il mondo tra il 1995 e il 2013 e all'applicazione della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo del 1989 in Vaticano. In base all'art. 44 della Convenzione internazionale, infatti, l'ONU può chiedere ai singoli Stati aderenti alla Convenzione di definire la propria applicazione del trattato.

Con un Rapporto presentato il 3 dicembre 2013, la Santa Sede si è dichiarata distinta dalla Chiesa cattolica e ha affermato la sua responsabilità penale solo con riguardo a quanto avviene nel territorio dello Stato, e non a tutti i cattolici, parrocchie, preti ed ordini religiosi del mondo. Per tale ragione, i sacerdoti o esponenti religiosi coinvolti in indagini penali e accusati di reato devono rispondere nei singoli Stati di residenza e in virtù della legge del luogo in cui si trovano. Inoltre, è stata ribadita la differenza tra la giurisdizione canonica sui prelati, condotta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede – sui cui dossier la comunicazione al CRC non è dovuta - e la giurisdizione penale, in relazione alla quale la consegna dei dossier alle autorità nazionali penali può essere autorizzata.

La Santa Sede ha anche dichiarato di avere fissato linee guida per le Conferenze episcopali locali per combattere gli abusi e avere modificato la legge canonica universale per interventi disciplinari contro i preti e le suore coinvolti, statuendo che la responsabilità primaria è dei vescovi diocesani e dei Superiori degli ordini religiosi e che l'abuso sessuale sui minori è un reato, da perseguire in cooperazione con le autorità civili. Inoltre, si è fatto riferimento alle recenti modifiche al codice penale vaticano, volute da Papa Francesco, che hanno introdotto in Vaticano i reati di pedofilia, pedopornografia, human trafficking, riduzione in schiavitù.

La stampa in genere e alcuni enti come il Center for Constitutional Rights, che rappresenta le vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero ha definito vago, elusivo e troppo generale il Report del Vaticano e tale da ignorare completamente le politiche di tutela dei minori, non assicurando adeguati strumenti di protezione per le vittime e per il perseguimento degli autori di reato.

Va detto, comunque, che il nuovo Pontefice il 5 dicembre 2013 (due giorni dopo la pubblicazione del Report per l'ONU) ha recentemente costituito una specifica commissione per la protezione dei minori, avente lo scopo di consigliare il Pontefice nell'impegno della Santa Sede nella protezione dei bambini e delle vittime degli abusi. L'annuncio è stato dato dal Cardinale di Boston, Sean Patrick O'Malley, rappresentante di una diocesi largamente colpita dallo scandalo dei "preti pedofili".

Il 16 gennaio 2014 i membri aderenti alla Convenzione per i diritti dei bambini si metteranno dinanzi a un tavolo di confronto per "fare il punto" dello stato di tutela dei minori nel mondo. Anche il Vaticano sarà chiamato a intervenire. Svolte e novità potrebbero apparire sulla questione dei preti pedofili e, in generale, nelle misure da introdurre e implementare per assicurare una effettiva protezione dei soggetti deboli in tenera età.



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