Articoli, saggi, Generalità, varie -  Gasparre Annalisa - 2016-04-21

L'opinione. Pet Therapy in Piemonte come cura - Annalisa Gasparre

Una volta mi chiesero cosa ne pensavo a proposito dei cani-guida per ciechi. Fu in quel momento che io, cresciuta dalla tenera età in mezzo agli animali, cominciai a pormi il problema di come garantire un bilanciamento tra indubbi effetti terapeutici di un animale su una persona ed evitare che l"animale diventi una cura al pari di altri dispositivi paramedici, uno strumento insomma.

Per chi sostiene che gli animali siano destinatari di tutela è difficile accettare che siano utilizzati di per sé. E' più accettabile ritenere che avvenga uno scambio tra umano e animale.

Tuttavia, la pet therapy, se praticata con attenzione, è uno strumento formidabile sia per l"animale che per il beneficiario. È un pregiudizio basato su apriorismi quello di ritenere che qualsiasi uso dell"animale sia dannoso per esso. Non è così, anzi, talvolta, l"animale, grazie alla pratica, riesce a manifestare in pieno i propri virtuosismi.

Quando è arrivata Sophie ho capito subito che era una gatta particolare, molto particolare. Tutti i miei ospiti – umani (perché sopporta poco gli altri animali) – godono di quella che io chiamo Sophie-Therapy. Del resto, direte, tutti i gatti hanno queste splendide capacità, chi alcune chi altre. Devo dissentire: ho avuto e ho tuttora altri gatti, ma alcuni sono più portati di altri ad interagire con l"uomo. Ci ho pensato seriamente di fare un corso di pet therapy con lei, la gattina è dotata. Poi, ho lasciato perdere, perché i corsi si tengono lontano da casa e non trovo giusto sottoporre un gatto – ed è noto che i casi di gatti amanti dell"auto e dei viaggi siano ben rari – alle trasferte. Sophie è autodidatta diciamo, solo per chi varca la soglia di casa.

Avventure personali a parte, i corsi di pet therapy vanno sviluppandosi e sono molteplici le strutture che aprono le porte agli animali a scopo terapeutico.

È notizia di questi giorni che la Regione Piemonte – già dotata di una legge dal 2010 – prevede interventi a domicilio, équipe multidisciplinari e garanzie per gli animali.

Non tutti gli interventi, infatti, sono virtuosi. La mera presenza di un animale non determina una terapia. Cosa dire di animali – pensiamo ai cavalli – maltrattati e usati come oggetti? Quale tipo di beneficio può avere una persona alla vista di certe condotte?

Essenziali allora sono requisiti specifici per le strutture ma soprattutto una formazione ad hoc per gli operatori: ciò nel segno del bilanciamento tra garanzie per i pazienti e per il benessere degli animali.

Le strutture individuale sono quelle sanitarie, socio-assistenziali, educative e ricreative. Ma è pure prevista l"attività presso il domicilio del paziente nell"ambito di programmi di assistenza domiciliare integrata.

La strada è segnata da tempo: gli animali hanno valore, sono un valore, arricchiscono le relazioni.




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