Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-15

L'ora viene, l'ora va di Robert Walser - Maria Beatrice Maranò

Il nostro almanacco odierno menziona Robert Walser nato il 15 aprile 1878.
Viveva della sua scrittura , si raccontava nel raccontare.

Andava in giro con matita e taccuino per prendere appunti. Ciò che per lui importava era passeggiare, scrivere, respirare. " Percorro un cammino che conduce vicino.
Mi riporto a me stesso e senza parole o emozioni mi ritrovo finito": scriveva già a venti anni. I protagonisti delle sue storie gli somigliano, sono girovaghi senza una destinazione nè legami proprio come lui che  ha cambiato cento mestieri e cento luoghi di residenza: sempre senza un soldo, senza legami affettivi duraturi, e senza mai stabilirsi troppo a lungo in un posto, fino all"approdo nell"ospedale psichiatrico di Herisau, presso il quale vivrà fino alla morte per oltre un ventennio. L'essere impalpabile è la sua caratteristica,  non scrisse mai a macchina ma prima a penna ( i romanzi) poi a matita per dissolvere la parola e per dissolversi in essa.
Diceva di sè: " so di essere un romanziere artigiano. Quando ho la vena giusta taglio, cucio, plasmo, limo, picchio, martello, inchiodo e raccolgo frasi che si capiscono subito...A mio avviso le mie prose non sono altro che pezzetti di una lunga storia realista, senza azione. Un romanzo che non smette di scrivere che resta sempre lo stesso e che dovrebbe poter essere definito una storia dell'io, abbondantemente frammentata e lacerata"Recentemente di lui ha detto Claudio Magris: "Kafka, Musil, Canetti, Benjamin, Hesse, fra tanti altri, dichiararono da subito la loro ammirazione per la prosa di Walser, ma egli, durante la sua vita, quantomeno, non conobbe gran fortuna editoriale, né di pubblico." ..."Appartiene a quella generazione di scrittori nella quale si compie, con risultati di altissima poesia, la fondamentale rivoluzione della letteratura moderna ossia la disarticolazione della totalità e del grande stile classico."Ed i lettori,  specie quelli italiani che, in genere, lo conoscono poco, apprezzano di questo schivo e appartato autore soprattutto la solarità d"una scrittura nitida, lieve e mai greve, che può venir apprezzata da chiunque, di qualsivoglia età, estrazione sociale o culturale.
Il walseriano  divenire è "un incantevole zero, tondo   come   una   pallaˮ e implica l"incondizionato venir meno dell"io ed il totale abbandono delle tendenze egoistico-narcisistiche. Condizioni o stati che rappresentano il sine qua non di ogni itinerario mistico e di ogni autentica crescita spirituale.

L"ora viene, l"ora va;
tante cose ci sono in un"ora,
i contrasti del sentire,
la nostalgia che come vento del mattino spira.
In un"ora pronuncia il giorno
le sue preghiere o imprecazioni,
e sempre io resto una misera casa
piena di giubilo e dolore.
In un"ora è il mondo intero
così ignaro e senza voglie,
e io, ah, quasi mai so
dove riposa e si nasconde il mio mondo.(Robert Walser)...L'ora viene, l'ora
va.



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