Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-01-23

LUCI E VEDUTE: CONTA LA STATURA - MEDIA O NORMALE? - DELLA PERSONA CHE DEVE AFFACCIARSI? Riccardo MAZZON

comodità della veduta

prospectio della persona di altezza normale

statura "media" equivale a statura "normale"?

In relazione alla comodità della veduta,

"affinché sussista una "veduta", a norma dell'art. 900 c.c., sono necessari, oltre al requisito della inspectio, anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi: vale a dire di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale, senza ricorrere all'impiego di mezzi artificiali" Cass. 19.2.99, n. 1409, GCM 1999, 448,

ci si chiede (ma vedi, amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto) se essa debba esser posta in relazione con l"altezza di una persona di statura media,

"poiché requisiti necessari per l'esistenza di una veduta sono non soltanto la inspectio ma anche la prospectio, che - ai sensi dell'art. 900, che non determina un comportamento tipico per l'atto di affacciarsi - consiste nella possibilità di vedere e guardare non solo di fronte ma obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino, in modo da consentirne una visione mobile e globale, è rimesso all'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se non per vizio di motivazione, verificare in concreto se l'opera - in considerazione delle caratteristiche strutturali e della posizione degli immobili rispettivamente interessati - permetta a una persona di media altezza l'affaccio sul fondo del vicino o il semplice prospetto" Cass. 17.11.03, n. 17343, GCM, 2003, 11,

nonché se "statura normale" equivalga a "statura media":

"tenuto conto che requisiti per l'esistenza di una veduta sono non soltanto la inspectio ma la prospectio, la possibilità di affacciarsi sul fondo del vicino deve essere determinata con riferimento a una persona di altezza normale e non di statura media, posto che il concetto di statura media, essendo indicativo di un unico valore numerico, intermedio fra un minimo e un massimo, non si identifica con quello di altezza normale che comprende una serie di valori di diversa entità matematica entro suddetti limiti. (La Corte, nel formulare il principio surrichiamato, ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di appello che, confermando la decisione di primo grado, avevano considerato illegittimo l'abbassamento dell'altezza del parapetto di un muro - da un metro e ventisette centimetri a un metro - operato dai convenuti in quanto lo stesso consentiva l'esercizio di una inesistente servitù di vendita sul fondo degli attori)"Cass. 5.12.03, n. 18637, GCM, 2003, 12.

Per un esempio concreto, si veda la seguente pronuncia, nella quale, i giudici del merito avendo negato natura di veduta ad un'apertura che non consentiva l'affaccio di una persona alta m.1,62, . Il Supremo Consesso, nell'enunciare il sottoriportato principio, ha confermato la decisione, rilevando che una persona di tale altezza non rappresenta la media, ma rientra nella normalità, e disattendendo la tesi del ricorrente di utilizzazione del parametro di una persona alta non meno di m.1, 72, ossia di media statura:

"l'apertura sul fondo del vicino costituisce veduta quando consenta di affacciarsi e di guardare secondo una valutazione rapportata a criteri di comodità, sicurezza e normalità, specie con riferimento alla conformazione fisica di quell'ideale soggetto preso a modello per verificare se si tratta di luce o di veduta, con la conseguenza che la relativa indagine - istituzionalmente riservata al giudice del merito e sottratta al sindacato di legittimità se congruamente e correttamente motivata - deve riferirsi al parametro della persona di statura normale, che non si identifica con la persona di statura media, in quanto il concetto di statura media è indicativo di un unico valore, intermedio tra un minimo ed un massimo, a differenza del concetto di statura normale, che accetta invece una serie di valori, anche di diversa entità matematica, entro i suddetti limiti" Cass. 23.2.83, n. 1382, RGE, 1983, I, 758.



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