Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-12-09

LUCI E VEDUTE: LA PRESENZA DI UN'INFERRIATA ESCLUDE SEMPRE LA VISIONE GLOBALE? - Riccardo MAZZON

comodità della veduta

visione globale, in concreto e in riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata

l'esempio della presenza di un'inferriata

Premesso che, quanto alla comodità della veduta, una delle caratteristiche richiesta alla c.d. prospectio è quella dall""esercizio con visione globale", in concreto e con riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata (ma vedi, amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), quid juris, se vi è un'inferriata?

Tali requisiti, in effetti, non risultano esclusi, in astratto, dalla presenza di un"inferriata:

"affinché sussista una veduta, a norma dell'art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito della inspectio anche quello della prospectio nel fondo vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi: il che, in astratto, non è escluso dall'esistenza di un'inferriata, purché essa, in relazione all'ampiezza delle sue maglie, consenta l'affaccio con possibilità di protendere il capo; tale possibilità va accertata con riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata e non già al fondo oggetto della veduta stessa" Cass. 17.1.02, n. 480, GC, 2003, I, 2258,

" un'apertura munita di inferriata può essere considerata veduta anziché luce solo se permetta di affacciarsi e di guardare oltreché di fronte anche obliquamente o lateralmente, come nel caso in cui abbia maglie così larghe da consentire di esporre il capo in ogni direzione ovvero non sia aderente alla superficie esterna del muro, ma se ne distacchi tanto da consentire di sporgere il capo oltre tale muro" Cass. 20.7.99, n. 7745, GCM, 1999, 1676 – si veda anche la recente Corte appello Roma, sez. IV, 01/04/2010, n. 1462 Guida al diritto 2010, 22, 72 (s.m.), secondo cui un'apertura munita di inferriata può essere considerata veduta anziché luce solo se permetta di affacciarsi e di guardare, oltreché di fronte, anche obliquamente o lateralmente, come nel caso in cui abbia maglie così larghe da consentire di esporre il capo in ogni direzione ovvero non sia aderente alla superficie esterna del muro ma se ne distacchi tanto da consentire di sporgere il capo oltre tale muro.

Peraltro,

"in tema di aperture sul fondo del vicino, la natura di veduta o luce (regolare o irregolare) deve essere accertata dal giudice di merito alla stregua delle caratteristiche oggettive dell'apertura stessa, rimanendo a tal fine irrilevante l'intenzione del suo autore o la finalità dal medesimo perseguita; tuttavia, un'apertura munita di inferriata, tale da non consentire la prospectio nel fondo vicino, può configurarsi solo come luce, anche se consenta di guardare con una manovra di per sé poco agevole per una persona di normale conformazione; rispetto a tale genere di apertura, il vicino non ha diritto a chiedere la chiusura, bensì solo la regolarizzazione" Cassazione civile, sez. II, 05/01/2011, n. 233 Di Fazio c. Selvetella Giust. civ. Mass. 2011, 1, 22



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