Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-05-19

LUCI O VEDUTE: ACCERTAMENTO DI MERITO BASATO SU CARATTERISTICHE OGGETTIVE - Riccardo MAZZON

luci e vedute: impossibilità di altre tipologie di apertura (tertium non datur)

quando un"apertura non può essere, non sussistendone i presupposti, qualificata veduta (o prospetto), è senz"altro considerata "luce"

natura di luce o veduta: è accertamento di merito basato su caratteristiche meramente oggettive

L"accertare se l"apertura sia qualificabile come "luce" o come "veduta", compito da espletare avendo riguardo agli elementi oggettivi della fattispecie (tertium non datur - cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -),

"l'esistenza di una veduta deve essere accertata con riferimento esclusivo alla struttura materiale delle opere in relazione alle quali viene posto il problema della possibilità di inspicere e di prospicere in "alienum" indipendentemente da ogni indagine sulla soggettiva destinazione delle opere medesime" Cass. 13.12.79, n. 6500, GCM, 1979, fasc. 12;

senza indulgere a giudizi relativi all"intenzionalità del soggetto agente,

"ai fini della qualificazione di un'apertura come veduta non è necessaria la dimostrazione di una specifica destinazione a veduta operata da chi ha creato l'apertura, ma è sufficiente la mera situazione obiettiva dei luoghi la quale sia tale da dimostrare che l'apertura ha la funzione (esclusiva o non) di essere destinata alla "inspectio" ed alla "prospectio"" (Cass. 3.11.79, n. 5703, GCM, 1979, fasc. 11);

è compito del giudice di merito,

"la natura di veduta o di luce (regolare o irregolare) di una determinata apertura dev'essere accertata dal giudice del merito alla stregua delle caratteristiche oggettive dell'apertura stessa, essendo a detto fine irrilevante l'intenzione del suo autore o la finalità soggettivamente perseguita dal medesimo. Pertanto, una apertura, la quale, ancorché al fine di sicurezza, sia stata munita d'inferriata che non consente la prospectio, non dà luogo a veduta la cui servitù possa essere acquistata per usucapione" Cass. 26.8.85, GCM, 1985, fasc. 8-9;

come tale insindacabile avanti la Corte di legittimità; ad esempio,

"ben può essere considerata come "veduta" un'apertura che, pur essendo stata costruita per accedere ad una cunetta ed effettuarvi la pulizia, permetta tuttavia una comoda "inspectio e prospectio" sul fondo del vicino" Cass. 7.7.79, n. 3907, GCM, 1979, fasc. 7.

Il principio ha ricevuto recentissima conferma da parte della Suprema Corte, come ne fa fede la pronuncia che segue:

"poiché requisiti necessari per l'esistenza di una veduta sono non soltanto la inspectio ma anche la prospectio, la quale — ai sensi dell'art. 900 c.c., che non determina un comportamento tipico per l'atto di affacciarsi — consiste nella possibilità di vedere e guardare non solo di fronte, ma obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino, in modo da consentirne una visione mobile e globale, è rimesso all'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se non per vizio di motivazione, verificare in concreto se l'opera — in considerazione delle caratteristiche strutturali e della posizione degli immobili rispettivamente interessati — permetta a una persona di media altezza l'affaccio sul fondo del vicino o il semplice prospetto" Cassazione civile, sez. II, 08/03/2011, n. 5421 Zappatore c. Lotti Giust. civ. Mass. 2011, 3, 369.



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