Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2016-08-27

.. ma per trattar del ben ch'i' vi trovai – Maria Rosa Panté

(Canto I, Inferno)

Abbiamo saputo del terremoto perché la mattina ci ha sorpreso l"sms di persone care che stavano nelle Marche, non nella zona colpita dal sisma, ma vicino. L"sms ci diceva che stavano bene anche se avevano sentito la scossa.

La scossa? Il terremoto? Ma dove, quando? E già si presentisce la tragedia.

Infatti, morti su morti. Case distrutte. Borghi antichi, gioielli d"arte rasi al suolo.

Tutto in televisione. Ora anche sul web. In Italia succede, spesso: la protezione civile è allenata. I soccorsi, la solidarietà ora sono efficaci, generosi, persino ingombranti.

Il problema in Italia è il dopo.

Ma non dirò le cose che stanno dicendo, giustamente, in tanti, vorrei dire le cose belle che nella tragedia ci sono state.

Certo i salvati dalle macerie, quella bambina che grida il suo nome, mentre la tirano fuori da un utero ben più duro che sono le macerie della sua casa. La bambina urla il suo nome e dunque nasce di nuovo.

Certo i soccorsi, la solidarietà, i migranti che lavorano fianco a fianco con gli Italiani. E tutti nel dolore si aiutano, cosa non così inconsueta come si pensa.

I volti sorridenti, commossi di chi salva una vita. Salva una vita. Che occhi, che sorrisi, che meravigliosa adrenalina in tutto il corpo, il cuore, la mente. Salvare una vita.

Chi uccide quel sorriso lì non ce l"ha. Resta il mistero del fatto non che ci sia bontà, perché la bontà fa felici, ma che ci sia ancora crudeltà, che rende disperati. Tutti.

E poi due cose che voglio sottolineare.

I cani, la grande lezione dei cani e degli umani insieme. Questa collaborazione tra specie diverse. I cani e gli altri animali. Quelli salvati hanno gli stessi occhi spaventati degli uomini. Guardateli, perché il dolore è uno come scriveva Saba. E dunque ora che tutti ringraziamo i cani, ci commuoviamo su di loro (e salviamo cani e tutti gli altri animali: i gatti e chissà quanti altri, le mucche, i maiali, le galline), ora perché non chiediamo tutti, ma proprio tutti, che i cani non siano mai tenuti a catena? Chiediamolo in tutte le Regioni, a cominciare dalla mia, il Piemonte, dove l"assessore, Saitta, dice che la legge è perfetta e intanto i cani da noi stanno a catena e non si può fare nulla.

I cani.

E poi la scuola. Riaprire al più presto le scuole (quelle restate in piedi ovviamente) perché è il principale indice di normalità. Finalmente riconoscere che la scuola, l"istruzione devono essere la normalità. Cioè quel momento straordinario in cui noi impariamo deve essere la normalità.

Riconoscere questo nella tragedia.

I cani, la scuola. Riconoscere questo bene e non dimenticarlo mai più. Anche senza scosse, anche senza morti, anche senza la troppo dolorosa preveggenza della tragedia.



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