Legislazione e Giurisprudenza, Punibilità, sanzioni -  Mastronardi Viola - 2015-04-15

MALTRATTAMENTI: NON E AMMESSA LA SCRIMINANTE CULTURALE – Cass. pen. 14960/15 – V. MASTRONARDI

- maltrattamenti in famiglia e reati culturalmente orientati

- maltratta e violenta la moglie perché lecito secondo la cultura del paese di provenienza

- non ricorre l"esimente putativa dell"esercizio di un diritto

La Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall"imputato, condannato per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e violazione degli obblighi di assistenza familiare, avvinti dal vincolo della continuazione.

Il predetto, di origini marocchine, invocava, a mezzo della difesa, la scriminante putativa prevista dall"art. 51 c.p., ritenendo che le condotte poste in essere altro non erano che azioni consentite e, addirittura, considerate lecite dal suo stato di provenienza: paese ove la donna, in quanto moglie, è considerata un "oggetto di esclusiva proprietà" del marito.

Alla luce di quanto statuito dall"art. 3 della Costituzione, in un quadro socio-giuridico che riconosce pari dignità sociale e posizione di uguaglianza nei confronti della legge a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua e di religione, è bene che i comportamenti riconducibili alle singole culture siano armonizzati in virtù della unicità della persona umana, quale minimo comune denominatore di una società civile.

Nel caso di specie, il Supremo Collegio ha ritenuto che "non è concepibile la scomposizione del nostro ordinamento in tanti statuti individuali per quante sono le etnie che lo compongono, non essendo compatibile con l"unicità del tessuto sociale, l"ipotesi di convivenza di culture confliggenti" e che, pertanto, "le condotte dell"imputato appaiono contrarie a qualsiasi principio e non possono ritenersi espressione di alcuna cultura, tantomeno di quella di provenienza dell"imputato". Analogamente, non può invocarsi alcuna scriminante fondata sull"esercizio di un diritto escluso, ab origine, dal nostro ordinamento: lo stesso dicasi per l"eccesso colposo della medesima scriminante.

Infine, i giudici di Piazza Cavour hanno puntualizzato che, nel rispetto degli usi e delle tradizioni che regolano la cultura di appartenenza, chiunque entri a far parte di una società multietnica è tenuto a verificare la compatibilità dei propri costumi con i principi che regolano la compagine sociale in cui ha scelto di vivere.



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