Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Gasparre Annalisa - 2016-02-28

MANDATO ARRESTO EUROPEO: LOSPITE NON E RADICATO – Cass. pen. 41517/15 – A. GASPARRE

Se uno straniero è ospite di un cittadino dello Stato membro (nella fattispecie, un"italiana) non ha senso parlare di "radicamento" in Italia (requisito, come noto, per respingere la richiesta di MAE).

Un cittadino della Repubblica ceca si era visto raggiungere da un mandato d"arresto esecutivo, emesso sulla base di una sentenza di condanna definitiva per i reati di furto e danneggiamento. L"Italia, dove l"uomo si trova, deve consegnare lo straniero benché egli assumesse di avere radicamento in Italia. Il dato non ha trovato riscontro e, anzi, un"informativa dei Carabinieri affermava che l"uomo «è soggetto privo di fissa dimora e da circa otto mesi è ospite a Roma» di una donna italiana, «sua presunta convivente». Non sussistono, dunque, i presupposti per il "radicamento", in quanto la presenza dell"uomo risulta «estemporanea», e non caratterizzata da «apprezzabile continuità temporale e stabilità».

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 14 – 15 ottobre 2015, n. 41517
Presidente Milo – Relatore Fidelbo

Ritenuto in fatto

1. Con la decisione in epigrafe indicata la Corte d'appello di Catania ha ritenuto sussistenti le condizioni per la consegna di M.P., richiesto dall'autorità giudiziaria della Repubblica Ceca con mandato di arresto europeo n. 6T8/2011, emesso a seguito della sentenza con cui la Corte distrettuale di Lerec lo aveva condannato in via definitiva alla pena di un anno e sei mesi di eclusione per tre reati di furto e di danneggiamento commessi nei mesi di novembre e dicembre del 2007.
2. L'avvocato A.C., nell'interesse del consegnando, ha proposto ricorso per cassazione deducendo tre motivi, che di seguito si riassumono:
- mancanza di motivazione, per avere la Corte territoriale omesso di considerare l'assenza di cause ostative alla consegna;
- illogicità della motivazione, in quanto i giudici hanno escluso il radicamento sul territorio dei P. nonostante sia emerso che lo stesso dimori stabilmente sul territorio italiano dal 2007, con regolare residenza a Roma, ____;
- erronea applicazione degli artt. 23 e 24 legge n. 69 del 2005, in quanto la Corte d'appello avrebbe dovuto sospendere o rinviare la consegna, dal momento che il P. è sottoposto in Italia ad altro procedimento penale tutt'ora in corso, in cui ha riportato una condanna a due anni di reclusione con sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Catania.

Considerato in diritto

3. II ricorso è infondato.
3.1. II primo motivo è del tutto generico, in quanto lamenta l'omessa motivazione, soprattutto con riferimento alla mancata considerazione delle cause ostative alla consegna, senza indicare a quali cause si riferisca. Invero, la sentenza ha ritenuto sussistenti "tutte le condizioni di legge per procedere alla consegna", escludendo la presenza di ragioni di rifiuto ostative a soddisfare la richiesta dell'autorità giudiziaria della Repubblica Ceca. In assenza di specifiche deduzioni, la motivazione deve ritenersi sufficiente.
3.2. Quanto al secondo motivo, si osserva che, sebbene la Corte d'appello in sentenza non affronti il tema del radicamento del consegnando nel territorio italiano, deve rilevarsi che dagli atti risulta in maniera inequivocabile l'insussistenza di tale requisito. Infatti, nel corso dei procedimento svoltosi davanti alla Corte territoriale è stata acquisita un'informativa dei Carabinieri da cui si evince che P. è soggetto privo di fissa dimora e che da circa otto mesi è ospite a Roma di tale T.B., sua presunta convivente, elementi questi che hanno portato i giudici a non prendere neppure in specifica considerazione il tema dei radicamento, limitandosi ad affermare la sussistenza delle condizioni per consegna. In ogni caso, a questa omissione della motivazione può rimediare questa Corte a cui sono attribuite competenza anche di merito, sicché in presenza dell'informativa cui si è fatto sopra riferimento deve escludersi ogni ipotesi di radicamento dei P. in Italia. Infatti, la nozione di residenza che viene in considerazione per l'applicazione dei diversi regimi di consegna previsti dalla legge n. 69 del 2005, presuppone l'esistenza di un radicamento reale e non estemporaneo dello straniero nello Stato, tra i cui indici concorrenti vanno indicati la legalità della sua presenza in Italia, l'apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest'ultima e la commissione dei reato e la condanna conseguita all'estero, la fissazione in Italia della sede principale, anche se non esclusiva, e consolidata degli interessi lavorativi, familiari ed affettivi, il pagamento eventuale di oneri contributivi e fiscali (cfr. da ultimo, Sez. VI, 25 novembre 2014, n. 50386, Batanas). Tali caratteri non si riscontrano nella situazione dei ricorrente.
3.3. Infine, con riferimento all'ultimo motivo, deve preliminarmente considerarsi che la facoltà riconosciuta alla corte di appello di rinviare la consegna per consentire alla persona richiesta in consegna di essere sottoposta a procedimento penale in Italia per un reato diverso da quello oggetto del mandato d'arresto implica una valutazione di opportunità, che non è sindacabile.
Peraltro, la sentenza impugnata ha comunque escluso la sussistenza di motivi di sospensione o di rinvio della consegna, facendo riferimento, seppure in modo estremamente sintetico, al procedimento penale cui P. è sottoposto in Italia.
4. In conclusione, all'infondatezza dei motivi proposti consegue il rigetto del ricorso con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
La Cancelleria provvederà agli adempimenti di cui all'art. 22 comma 5, della legge n. 69 del 2005.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 22 comma 5 legge n. 69 del 2005.



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