Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-09-19

Mediazione Civile: errore nell'indirizzo dell'invitato, la procedura va rifatta - Paolo F. Cuzzola

Un'interessante ordinanza del 13 Luglio scorso, estensore Lo Bianco, del Tribunale di Trapani, si pronuncia sulla fase introduttiva all'incontro di mediazione statuendo che la domanda e la data del primo incontro devono essere comunicate dall'organismo all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, secondo quanto disposto dall'art. 8, comma 1 del Dlgs. 28/2010: «la domanda e la data del primo incontro sono comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante».

Nel caso di specie il giudice ha ritenuto la mediazione demandata non correttamente conclusa proprio in virtù del fatto che l'invito a una delle parti convenute conteneva una erronea indicazione del domicilio della stessa. Un errore che, impedendole di partecipare all'incontro di mediazione, costituiva una palese violazione della norma in esame.

D'altra parte il giudice precisa che il mediatore è colui che deve individuare correttamente le parti del procedimento giudiziale, per verificare poi la corretta instaurazione della mediazione nei confronti di tutte le parti del processo. Al primo incontro il mediatore deve dunque verificare la puntuale e tempestiva convocazione di ogni parte chiamata alla conciliazione.

Il giudicante in conclusione così statuisce: "poichè non era stato indicato correttamente il domicilio del destinatario, l'organismo di mediazione non ha usato un sistema di comunicazione adeguato, utile a raggiungere il fine di informare la parte (e a dare prova dell'avvenuta ricezione nel caso di sua assenza ingiustificata). Dunque c'è un vizio nell'instaurazione del procedimento.

L'ordinanza si sofferma poi sulla condotta del mediatore, in quanto si rileva dal verbale la mancata individuazione di tutte le parti del processo, essendo stata omessa proprio la convenuta in questione (poi rimasta contumace nel processo), cui era stata indirizzata la convocazione a un domicilio errato. Il mediatore, insomma, avendo omesso di verificare le parti processuali non si è avveduto che una di esse non era stata correttamente invitata all'incontro di mediazione e ha quindi proceduto con la sua definizione.

E così il giudice in conclusione dispone di rinnovare nei confronti delle parti assenti la procedura di mediazione demandata, assegnando un nuovo termine di quindici giorni per l'avvio del procedimento posto a carico della parte attrice



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