Articoli, saggi, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2017-01-25

Mediazione Civile: La Commissione Alpa conclude i lavori, potenzia la Mediazione Civile e rilancia l'Arbitrato

È forse la novità più rilevante del nuovo dicastero della giustizia italiana: la "Commissione Alpa", nominata dieci mesi fa dal ministro della giustizia Andrea Orlando e presieduta dall'ex presidente del Cnf Guido Alpa ha consegnato il dossier dei lavori sulle ADR; lavori appunto attuati al fine di armonizzare e migliorare la normativa vigente relativa agli strumenti di risoluzione delle controversie alternativi al processo giudiziale, ovvero "mediazione", "negoziazione assistita" e "arbitrato".

Si preannuncia, dunque, una vera svolta delle forme alternative di risoluzione delle controversie, e in particolare dello strumento dell'arbitrato?

Questo è l'interrogativo che riecheggia in questi giorni nel leggere le prime indiscrezioni trapelate dalla stampa riguardo al suddetto dossier che si è occupato, in primis, di ripercorrere un'analisi storico-giuridica degli strumenti ADR nel contesto e del vecchio continente e del Nord America, per poi finire ad avallare quanto sostenuto dagli studiosi nei mesi scorsi e cioè che tra gli strumenti di degiurisdizionalizzazione, fosse proprio l'arbitrato quello a interessare di più i vertici dell'avvocatura.

La novità davvero rilevante è quella relativa all'ampliamento della materie oggetto di lodo arbitrale: dal lavoro alle società, dal Codice del Consumo ai contratti della PA; financhè la possibilità di emettere provvedimenti cautelari nonché il ricorso diretto in Cassazione.

Più specificamente, quanto alla prima materia la Commissione Alpa intende eliminare ogni àncora del passato presente sull'arbitrato nelle cause di lavoro (fino oggi, infatti, il lodo arbitrale in materia lavoro era ammesso solo se previsto dalla legge o dai contratti collettivi). Resta ancora il limite di poter compromettere ad arbitrato "una specifica controversia" e comunque seguendo le regole del Dlgs 276/2003 (c.d. Riforma Biagi).

L'impugnazione diventa adesso più elastica, potendo essere anche individuate rigidità e/o criticità degli accordi nazionali. Il lodo resta comunque sempre impugnabile per contrasto con l'ordine pubblico.

Altro tema esaminato dalla Commissione e che si auspica di far rientrare tra le materie oggetto di lodo è il Codice del Consumo, e quindi tutti i contratti al consumo: rimane fermo il foro di competenza del consumatore (cioè quello in cui questo risiede).

Quanto poi alla materia societaria, diventano materie di lodo le controversie tra i soci (o tra soci e società) delle imprese iscritte al relativo Registro, escluse però quelle presenti sul mercato dei capitali (quindi le spa).

Lo strumento Adr in parola è dunque in continua evoluzione: la Commissione Alpa apre anche ai provvedimenti cautelari dell'arbitro, a condizione che questi rispondano a un "regolamento precostituito per arbitro amministrato".

Non meno importante poi è l'ambito del contratti con la pubblica amministrazione: anche le controversie con la PA rientrerebbero dunque nell'ambito degli accordi bonari tramite lodo arbitrale, ampliando inoltre la materia ai servizi pubblici.



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