Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2017-01-30

Mediazione Civile: la presenza della parte sostanziale è sempre obbligatoria in difetto la causa è improcedibile di Paolo F. Cuzzola

Con un'ampia sentenza del 20 gennaio scorso il Tribunale di Pavia, Giudice Marzocchi, riafferma un principio ormai acclarato in molto Tribunali d'Italia: in mediazione è necessaria la presenza personale della parte; viceversa ne conseguirà l'improcedibilità della domanda giudiziale.

Il caso trae le mosse da due opposizioni a decreto ingiuntivo, riunite in un unico giudizio; dopo la fase istruttoria, il Giudicante decideva di rinviare le parti in mediazione dato atto della loro volontà e disponibilità di addivenire ad una transazione bonaria della controversia.

Il giudice, nell'esortare le parti a negoziare fuori dalla sede giudiziale, considerava la procedura di mediazione "ben più adatta alle richieste di rinvio per la pendenza di trattative".

Il tribunale Lombardo aderisce dunque all'orientamento della Cassazione - per altro prevalente – secondo cui nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è l'opponente quello onerato a dare avvio alla procedura conciliativa della mediazione; nel caso in esame, al contrario, oltre al fatto che ad aver avviato la mediazione era stata parte opposta, la parte opponente non si era presentata all'incontro, limitandosi a delegare il suo difensore e, quindi, a comunicare al mediatore i motivi della sua non partecipazione alla procedura.

Tra i motivi giustificativi della sua assenza l'opponente (srl in liquidazione) adduceva la mancanza di liquidità per gli oneri della mediazione nonché la disponibilità a risolvere la lite in separata sede (fuori dalla mediazione). Per il giudice Pavese le suddette giustificazioni non sono credibili, in quanto la società opponente, anche se in liquidazione, aveva potuto sostenere ingenti costi per introdurre ben due giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo.

A ben vedere, dunque, il comportamento della parte in parola è censurabile poiché la stessa ha palesemente sottovalutato la mediazione, non l'ha considerata con sufficiente impegno e la dovuta serietà, ritenendola solo "un mero e inutilmente costoso adempimento burocratico da assolvere con la semplice presenza avanti al mediatore del difensore... per un semplice incontro informativo".

La diretta conseguenza di una tale condotta, quella cioè di sottovalutare la mediazione, abusando invece del processo, comporta per il decidente, l'applicazione della sanzione della improcedibilità della domanda giudiziale e, quindi, la definitività dei decreti ingiuntivi opposti.



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