Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-11-07

Mediazione Civile: L'ordinanza del Tribunale di Siracusa sulla omessa omologa del verbale priva della firma deli legali è palesemente contra legem di Paolo F. Cuzzola

Con decreto del 12 ottobre 2016 il presidente del Tribunale di Siracusa respinge la richiesta di omologa di un accordo di conciliazione stipulato in mediazione.

A dire del giudicante l'accordo di cui trattasi, stipulato all'esito di un procedimento di mediazione per la definizione di una lite in materia di locazione, non può essere omologato poiché una delle due parti non è stata assistita da un procuratore.

Il caso in esame trae le mosse da una controversia in materia locatizia che, ricordiamo, rientra tra le materie per cui è obbligatoria ex lege la procedura di mediazione ante giudizio; i patti cui prevenivano le  parti all'esito del procedimento conciliativo, rimanevano però inadempiuti dalla parte locataria che aveva partecipato alla mediazione senza l'assistenza di un avvocato.

Al riguardo si vuole chiarire la portata della riforma del 2013 e più in particolare del disposto relativo all'efficacia diretta degli accordi di conciliazione.

A mente dell'art. 12 del D.lgs 28/2010: "Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico. L'accordo di cui al periodo precedente deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell'articolo 480, secondo comma, del codice di procedura civile. In tutti gli altri casi l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico"....

La norma in commento non lascia dubbi su ruoli e poteri conferiti a quanti determinino l'omologazione del processo verbale redatto. I litiganti, dopo aver sottoscritto l'accordo, presentano istanza di omologazione. È importante precisare che tale potere è conferito esclusivamente ad essi, perché il verbale, essendo un atto negoziale che per sua natura ha forza di legge tra le parti, consente, solo a chi è interessato, la possibilità di renderlo esecutivo.

La norma di cui si discetta celebra l'istituto della mediazione avvalorando la sua concreta efficacia e provvede a conferire al verbale la possibilità di costituire titolo esecutivo. Pertanto, proprio la certificazione conclusiva del procedimento assicura alle parti l'utilità dello stesso e la proficuità di rivolgersi a un Organismo di mediazione. In tal modo il legislatore ha asserito la forza e l'attendibilità dell'istituto a garanzia di quanti vi ricorrano.

Quanto fin qui asserito è stato avallato dalle disposizioni del d. l. n. 69/2013 (meglio conosciuto come il decreto del fare): con particolare riferimento all'efficacia esecutiva dell'accordo di conciliazione la riforma del 2013 ha riconosciuto importanti funzioni certificative agli avvocati: «ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico».

Resta tuttavia ferma l'omologazione dell'accordo con decreto del presidente del tribunale "in tutti gli altri casi".

La riforma in parola chiarisce, dunque, come sia sufficiente la sottoscrizione dei procuratori delle parti per attribuire ex lege efficacia di titolo esecutivo all'accordo di conciliazione, rimanendo però ferma la possibilità che l'accordo raggiunto in sede di mediazione possa acquistare efficacia esecutiva a seguito di una procedura exequatur (cd. omologazione) da svolgersi presso il tribunale civile, previo accertamento di conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico.

Ad oggi, dunque, rimane ferma la possibilità di richiedere, all'autorità giudiziaria, l'omologazione dell'accordo di conciliazione così da ottenerne l'esecutività, nel caso in cui le parti (o anche una sola di esse) non siano assistite dagli avvocati, come nel caso sottoposto all'esame del Giudice Siracusano.

Tale tesi risulta per altro avallata da diverse pronunce giurisprudenziali tra cui, si segnala, segnala, Trib. Avezzano 20 ottobre 2014: per ottenere l'omologazione dell'accordo di conciliazione da parte dell'autorità giudiziaria, necessaria per ottenere l'esecutività del medesimo in mancanza della sottoscrizione dei legali delle parti, occorre che il giudice possa esercitare un effettivo controllo sulla conformità delle pattuizioni all'ordine pubblico e alle norme imperative.

Nella specie l'accordo scaturito da un procedimento di mediazione volontaria, nel quale le parti si erano presentate dal mediatore senza l'assistenza degli avvocati, veniva sottoposto al presidente del tribunale per ottenere l'omologazione.

E' stato ritenuto, in quell'occasione, come sia sufficiente il solo decreto di omologa per intraprendere la procedura esecutiva.

In conclusione, si vuole significare come il giudice siciliano, interpretando correttamente la norma de qua, avrebbe dovuto accogliere l'istanza di omologazione e, quindi, dare esecuzione all'accordo di conciliazione.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati