Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-07-11

Mediazione Civile: Opposizione a decreto ingiuntivo il Tribunale di Vasto con nuove ed inedite motivazioni conferma l'orientamento della corte di Cassazione di Paolo F. Cuzzola

…"l"onere di attivare la procedura di mediazione, sanzionato a pena di improcedibilità, deve gravare sulla parte processuale che, con la propria iniziativa, ha provocato l"instaurazione del processo assoggettato alle regole del rito ordinario di cognizione. Nel procedimento monitorio, tale parte si identifica nel debitore opponente, che – quantunque convenuto in senso sostanziale – risulta essere attore in senso formale, per avere introdotto la fase del giudizio ordinario successiva a quella monitoria e, come tale, è titolare dell"onere di rivolgersi preventivamente al mediatore. In caso di inottemperanza a detto onere, sarà dunque proprio l"opponente a subire le conseguenze della propria inerzia, sia sotto il profilo della declaratoria di improcedibilità della domanda formulata con l"atto di opposizione, sia della conseguente acquisizione di definitiva esecutività del decreto ingiuntivo opposto"

Con queste parole il Tribunale di Vasto, nella persona del Dott. Fabrizio Pasquale, si pronuncia in merito alla problematica dell"individuazione della parte su cui grava l"onere di attivare la procedura di mediazione, con particolare riferimento al caso di inottemperanza del detto onere nonché della sorte del decreto ingiuntivo opposto.

Ancora una volta, dunque, viene affrontato il tema dell"obbligatorierà della mediazione demandata dal giudice in corso di procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo. Il giudicante, prendendo le mosse da un pronunciamento della Corte di Cassazione, (Cass., 03.12.2015, n. 24629) chiarisce come il predetto onere gravi sulla parte opponente, motivandone l"argomentazione: "tale interpretazione si fonda sull"assunto secondo il quale è l"opponente, e non l"opposto, ad avere interesse acchè proceda il giudizio di opposizione diretto alla rimozione di un atto giurisdizionale (il decreto ingiuntivo) suscettibile, altrimenti, di divenire definitivamente esecutivo; è, dunque, l"opponente a dovere subire le conseguenze del mancato o tardivo esperimento del procedimento di mediazione delegata".

Non è invece condivisibile, a parere del Giudice di Vasto, l"interpretazione opposta (anche essa per altro avallata da diverse pronunce di merito, tra cui Trib. Firenze, ord. 17.01.2016motivo per cui e Trib. Busto Arsizio, 03.02.2016), secondo cui in caso di omesso esperimento del tentativo di mediazione, la declaratoria di improcedibilità avrebbe ad oggetto non l"opposizione, bensì la domanda sostanziale proposta in via monitoria, motivo per cui l"onere di promuovere la mediazione sarebbe a carico del creditore opposto, atteso che questi riveste la natura di parte attrice titolare della pretesa azionata in giudizio e che la domanda giudiziale cui si riferisce l"art. 5 D.Lgs. n. 28/10 è la domanda monitoria e non già l'opposizione al decreto ingiuntivo emesso in accoglimento della stessa.

La sentenza in commento si contraddistingue perché il giudice, nel motivare il principio dell"improcedibilità della domanda per non aver esperito  il procedimento di mediazione ex art. 5, comma 2, D.Lgs 28/2010, muove dalla logica legislativa di differenziare dai procedimenti che hanno ad oggetto un diritto di credito con le caratteristiche tali da poter essere tutelato in via monitoria, quelli che invece promuovono la tutela di diritti di credito privi dei detti requisiti, con ciò prevedendo una condizione di procedibilità solo per questi ultimi, ma non anche per i primi.



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