Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-10-17

Mediazione Civile: Per considerarsi esperita in maniera corretta il mediatore DEVE verbalizzare l'attività svolta durante il primo incontro di Paolo F. Cuzzola

La questione oggi in esame e decisa in un provvedimento del Trib. di Pavia, estensore Dr. Giorgio Marzocchi, presenta particolari risvolti ed implicazioni sull'istituto della mediazione ed in particolare vengono reiterati, con adeguate motivazioni,  alcuni principi che seppure ormai consolidati a livello giurisprudenziale trovano difficoltà di applicazione nelle prassi applicative degli O.d.M. (Organismi di Mediazione).

Il caso trova la sua genesi in una opposizione a decreto ingiuntivo in cui il giudicante, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 comma 2 del D.lgs. 28/2010 ha demandato le parti in mediazione.

Nel caso de quo il Dr. Marzocchi dopo avere valutato la mediabilità della questione sottoposta al suo esame ed avere considerato la natura della medesima, lo stato dell'istruzione ed il comportamento delle parti ha disposto l'espletamento di un nuovo tentativo di mediazione (in fase di appello).

Nell'articolata ordinanza il giudicante ha specificato, in primo luogo, alle parti che il tentativo non può considerarsi come una mera formalità e che la presenza delle parti sostanziali e da ritenersi obbligatoria ma il passaggio che più interessa è la seconda parte dell'ordinanza in esame dove l'estensore passa a distinguere le ipotesi in cui il primo incontro sia meramente informativo, da quella in cui invece durante detto incontro si abbia invece una discussione del tutto simile ad una mediazione vera e propria, con esposizione delle rispettive posizioni negoziali, incontri separati ed un'effettiva ricerca di una composizione amichevole del conflitto.

È di lapalissiana evidenza che in caso di verbale negativo redatto nel primo caso, cioè con la semplice indicazione dell'avvenuto incontro e della volontà di iniziare la procedura, la condizione di procedibilità non potrà dirsi assolta; al contrario, sarà necessario che il mediatore verbalizzi, oltre alla presenza delle parti e ai loro eventuali poteri, anche quale parte dichiari di non volere o non potere proseguire la mediazione e quali siano gli eventuali ostacoli oggettivi che impediscano la prosecuzione della mediazione.

La condizione di procedibilità, quindi, potrà dirsi avverata solo se il primo incontro si sia sostanziato in un tentativo di mediazione vero e proprio, e per far questo il mediatore dovrà verbalizzare, oltre a quanto detto, quale tipo di attività vi sia stata nel corso del primo incontro, ossia se ci si è fermati all'informazione o se si è entrati nel merito. Solo in questo modo il magistrato sarà in grado di valutare se sia stata superata la condizione di procedibilità o meno.

Infine, nella terza parte dell'ordinanza in esame, viene affrontato la vexata quaestio relativa all'onere di presentazione dell'istanza di mediazione in caso di opposizione a d.i.

Come noto, la Suprema Corte, con la sentenza n. 24629 del 3 dicembre 2015, aveva gravato di tale onere l'opponente, stabilendo che in caso di mancato esperimento del tentativo di mediazione, l'opposizione sarebbe stata dichiarata improcedibile e il decreto ingiuntivo sarebbe divenuto definitivo. Il contrasto, però, non si è affatto definito con questa pronuncia, perché molta giurisprudenza di merito, opportunamente citata nel provvedimento in commento, ha invece posto a carico dell'opposto, in quanto attore sostanziale, l'onere dell'avvio della mediazione, pena la dichiarazione di inefficacia del decreto ingiuntivo opposto.

Per il Tribunale di Pavia, invece, si apre una nuova interessante posizione interpretativa. Infatti, il Giudice premette che in linea generale si conforma all'orientamento della posizione della Suprema Corte, aggiungendo di ritenere possibile che, per le caratteristiche del giudizio, sia il magistrato a poter scegliere discrezionalmente, caso per caso, quale parte debba essere onerata dell'avvio della mediazione. Questa interpretazione consentirebbe di attribuire certezza ad entrambe le parti sulle conseguenze, sul decreto ingiuntivo opposto (ferma restando l'improcedibilità del giudizio di opposizione) dell'inottemperanza all'ordine del Giudice, superando l'attuale incertezza interpretativa.

Applicando tale interessante valutata approfonditamente la questione, il Giudice ha posto l'onere a carico della parte opposta, precisando che la mediazione possa essere avviata anche dalla parte opponente, e naturalmente ricordando la necessità dell'effettiva presenza delle parti e del reale svolgimento del tentativo; ha poi statuito che, in caso di mancato avvio della mediazione attiva, la domanda giudiziale sarà dichiarata improcedibile, e il decreto ingiuntivo revocato, mentre in caso di mancata partecipazione saranno applicate le sanzioni previste dall'art. 8, co. 4-bis, D.Lgs. 28/2010 e dell'art. 116 co. 2, c.p.c.; ha poi invitato la parte più diligente ad allegare l'ordinanza agli atti della mediazione, in modo che il mediatore ne abbia conoscenza, e possa regolarsi di conseguenza nella verbalizzazione, invitandolo, visti gli artt. 8, co. 4-bis, D. Lgs. 28/2010, 116, co. 2, 91 e 96 cpc, a verbalizzare, in caso di primo incontro meramente informativo, quale parte dichiari di non poter iniziare la mediazione e quali ostacoli oggettivi ne impediscono l'avvio e in caso di primo incontro non meramente informativo invitandolo a dare atto che il primo incontro ha avuto natura di mediazione vera e propria. Infine, ha rinviato la causa per la verifica dell'esito della procedura di mediazione tramite dell'esame del verbale completo degli incontri di mediazione, invitando le parti a produrlo.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati