Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-06-10

MEDIAZIONE E PARTECIPAZIONE PERSONALE DELLE PARTI - Trib. Vasto 9/3/15 - P.F. CUZZOLA

Con sentenza del 9 Marzo 2015, il Tribunale di Vasto ha ribadito un principio già consolidato in giurisprudenza, inerente la natura personalissima della mediazione, tale per cui si considera avverata la condizione di procedibilità della domanda, solo se le parti sono presenti personalmente nel procedimento dinnanzi al mediatore.

Nella specie, il Tribunale di Vasto demandava, ai sensi dell"art. 5, secondo comma, del D.Lgs. n. 28/10, l"esperimento del procedimento su detto, al quale non comparivano personalmente né parte attrice, né quella convenuta, mentre i difensori intervenuti non rappresentavano al mediatore alcun motivo che giustificasse l"assenza dei rispettivi assistiti. Ragioni per cui il mediatore dichiarava chiuso il procedimento non correttamente svolto per mancata prestazione del consenso da parte della società convenuta.

La sentenza in commento cristallizza un fondamentale principio guida della procedura in esame secondo cui: "l"istituto della mediazione mira a riattivare la comunicazione tra i litiganti al fine di renderli in grado di verificare la possibilità di una soluzione concordata del conflitto… Il mediatore deve comprendere quali siano i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei soggetti coinvolti e questi sono profili che le parti possono e debbono mostrare con immediatezza, senza il filtro dei difensori.

Sulla scorta di tale impostazione il giudice di Vasto afferma, inoltre, che essendo i difensori già a conoscenza della natura della mediazione e delle sue finalità, non ha ragione di esistere l"incontro conciliativo tra i soli difensori e il mediatore in vista di una inutile informativa. Questo spiega la ratio dell"accordo raggiunto in mediazione: esso ha natura personalissima e non è delegabile.

Alla luce di tali considerazioni, il Giudice dott. Fabrizio Pasquale si spinge oltre e si pronuncia in merito alle funzioni e agli oneri gravanti sui soggetti partecipanti alla mediazione. In primis, "la parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l"onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l"incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d"incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all"espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri. Solo una volta acclarato che la procedura non si è potuta svolgere per indisponibilità della parte che ha ricevuto l"invito a presentarsi in mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi avverata".

"Negli altri casi, quando è la stessa parte che ha agito (o che intende agire) in giudizio a non presentarsi personalmente in una procedura di mediazione da lei stessa attivata (anche su ordine del giudice), la domanda si espone al rischio di essere dichiarata improcedibile, per incompiuta osservanza delle disposizioni normative che impongono il previo corretto esperimento del procedimento di mediazione".
Tanto illuminante, quanto innovativo risulta, dunque, il passaggio della decisone in cui il giudicante asserisce in merito ai poteri di cui dispone il mediatore; questi, infatti, nella qualità di soggetto preposto a garantire l"osservanza di un regolare espletamento della procedura, ha l"onere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti; egli ha la facoltà ad esempio, di disporre un rinvio del primo incontro, sollecitando così il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione; analogamente, può dare atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte invitata a partecipare alla procedura di mediazione non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato relativamente alla circostanza per cui vi è un assoluto impedimento a comparire.
In conclusione, dunque, nell"ambito del procedimento di mediazione, ex art. 5, d.Lgs 28/2010 (anche nel caso in cui sia demandato dal giudice) sono determinanti, ai fini della procedibilità della domanda giudiziale ab initio, la partecipazione personale delle parti alla procedura nonché l"effettività del tentativo di conciliazione.



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