Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-02-21

MEDIAZIONE: LE CONDOTTE ELUSIVE VANNO SANZIONATE- Sent. 199/2016 Trib. Busto Arsistio di Paolo F. CUZZOLA

Mediazione Civile

Opposizione a decreto ingiuntivo

Improcedibilità della domanda

Condotte elusive ad aggirare la mediazione

" Non possono ritenersi legittime quelle condotte tenute dalle parti per aggirare l-applicazione effettiva della normativa in materia di mediazione, suscettibili di frustare la finalita  stessa dell-istituto che non puo essere quello di introdurre un mero adempimento meramente ritardante"

Il tribunale di Busto Arsizio partendo da questo, più che condivisibile presupposto, ha annullato il decreto ingiuntivo emesso in favore di una banca al quale si era opposto il debitore.

Alla prima udienza, il giudice aveva rinviato le parti innanzi all'organismo di mediazione, onerando il debitore di avviare il relativo procedimento (in conformità con quanto statuito dalla Suprema Corte nella sentenza del 03.12.2015 n. 24629).

In ottemperanza a quanto disposto dal giudicante, la parte aveva avviato la procedura di mediazione cui aveva aderito la banca, ma quest'ultima, al primo incontro, verificato che non sussistevano le condizioni per raggiungere un'intesa soddisfacente, dichiarava di non volere proseguire nella mediazione.

Ciò sulla scorta delle precedenti trattative stragiudiziali fallite posto che il debitore aveva rifiutato la disponibilità dell'istituto a stralciare ben il 50% del proprio credito.

Sulla sconta di quanto verbalizzato ed attestato dal mediatore nel verbale di mancato accordo,  il magistrato, pronunciandosi sull'opposizione, ha dichiarato improcedibile l'opposizione per causa del comportamento della banca e per l-effetto ha revocato il decreto ingiuntivo, proprio a causa del comportamento della creditrice assunto in seno alla procedura di mediazione.

Il Giudice Dr.ssa Pupa  ha però ritenuto che il comportamento posto in essere dalla banca fosse  illegittimo, posto che la stessa ha cercato di eludere l'applicazione effettiva della normativa in questione.

Nella sentenza si legge, infatti che: "la mediazione disposta dal Giudice (...) non deve essere vissuta dalle parti come la mera rimozione di una causa di improcedibilità, ossia come un formale adempimento burocratico svuotato di ogni contenuto funzionale e sostanziale, ma come un'occasione per cercare una soluzione extragiudiziale della loro vertenza in termini più rapidi ed in termini più soddisfacenti rispetto alla risposta che può fornire il Giudice con la sentenza".

Pertanto secondo, la legittima e corretta interpretazione del giudice, erra il creditore che dichiari di non voler proseguire nella ricerca di un accordo già dopo il primo incontro di mediazione.

Un tale comportamento sarebbe equiparabile a quello di chi non si presenti proprio all'incontro, sicché la mediazione dovrebbe ritenersi non svolta e la condizione di procedibilità non soddisfatta.



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