Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-12-04

MEDIAZIONE:SENZA IDONEA, SPECIFICA E MOTIVATA GIUSTIFICAZIONE IL TENTATIVO NON E' ASSOLTO Trib. di Firenze - Dr. Scionti di Paolo F. Cuzzola

Il procedimento di mediazione deve essere effettivo e non può essere rimesso alla mera discrezionalità delle parti; per cui le stesse non sono libere, una volta depositata la domanda di avvio della procedura e fissato il primo incontro dinanzi al mediatore, di "manifestare il proprio disinteresse nel procedere al tentativo".

E' quanto riportato dal Tribunale di Firenze, in persona del Giudice Dott. Scionti, il quale con la pronuncia dello scorso 15 ottobre ribadisce ancora una volta il concetto di effettività del tentativo di mediazione, più volte statuito da numerosi tribunali della penisola.

La vicenda traeva origine da un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo in materia di contratti bancari (materia per cui è previsto il tentativo obbligatorio di mediazione ex art. 5 comma 1 bis D.Lgs 28/2010): la vertenza riguardava i rapporti tra una banca ed una società, ed aveva ad oggetto un conto corrente e un conto anticipi export (con contestazioni per applicazioni di tassi superiori al tasso soglia di usura). Nel corso della prima udienza del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice ordinava alle parti di presentarsi davanti all'organismo di mediazione per il tentativo obbligatorio di conciliazione.

Tuttavia, alla successiva udienza, il Tribunale rilevava che, nel verbale di mediazione relativo al primo e unico incontro c.d. informativo, le parti avevano dato atto che "allo stato non sussistono i presupposti per poter dare avvio al procedimento di mediazione" senza fornire idonea, specifica e motivata giustificazione al mancato avvio di un effettivo tentativo di mediazione.

Il giudice fiorentino puntualizza, dunque, che le parti al primo incontro di mediazione non sono libere di manifestare il proprio disinteresse nel procedere al tentativo suddetto, ma è il mediatore che in occasione dello stesso primo incontro informa le parti e gli avvocati sulla "possibilità" di iniziare la procedura di mediazione; in tal senso, al mediatore è affidato il compito di verificare l'eventuale e giustificato concreto impedimento all'effettivo esperimento della procedura e non anche quello di accertare la volontà delle parti in ordine all'opportunità di dare inizio alla stessa.

Nel caso in cui l'invito del giudice di esperire il tentativo di mediazione viene disatteso, senza fornire alcuna specifica indicazione di eventuali impedimenti all'effettivo svolgimento della conciliazione, il giudice dispone la sanziona dell'improcedibilità della domanda.



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