Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-07-03

MEDIAZIONE TRIBUTARIA SI AMPLIANO LE MATERIE DELLA CONDIZIONE DI PROCEDIBILITÀ' - Paolo F. CUZZOLA

Il contribuente che vorrà impugnare un provvedimento emesso da Equitalia o da altro agente della riscossione, dovrà, preventivamente e a pena di improcedibilità del ricorso in Commissione Tributaria, presentare un"istanza di "mediazione tributaria". È quanto si legge nel recente comunicato stampa, n. 70 del 26 giugno 2015, con cui il Governo rende noto di aver approvato, in esame preliminare, ben cinque decreti legislativi in attuazione della legge n. 23/2014. Il tentativo, nonché scopo dell"ambizioso intervento normativo, è quello di cambiare il rapporto tra l"erario e i contribuenti. In particolare, il 5° decreto, recante "misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario" pone come principale obiettivo quello di estendere gli strumenti deflattivi del contenzioso attraverso l'obbligatorietà della mediazione tributaria. Uno strumento, dunque, quello del reclamo-mediazione, che si estende ai procedimenti contro Equitalia, al fine di ridurre l"ampio contenzioso di natura tributaria oggi esistente. Pensiamo alle controversie che hanno ad oggetto provvedimenti emessi da Equitalia o da concessionario della riscossione, quindi cartelle esattoriali, cartelle di pagamento, preavvisi di fermo amministrativo, ecc; qualunque sia l"atto contestato, sarà operativo il reclamo finalizzato alla mediazione.

Molteplici limiti vengono superati: se prima il procedimento conciliativo riguardava esclusivamente gli atti posti in essere dall"Agenzia delle Entrate con valore non superiore ai 20.000 euro, da oggi la mediazione sarà obbligatoria per qualsiasi tipo di controversia indipendentemente dall"ente impositore che lo emette, comprese quindi quelle degli enti locali. L"ambito di applicazione della mediazione viene allargato anche in relazione ai vizi del provvedimento, facendo rientrare così anche quelli propri del provvedimento presupposto e non più solo quelli di merito.



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