Articoli, saggi, Generalità, varie -  Cendon Paolo - 2015-01-08

MI CHIAMO ANCHIO HEBDO DI NOME E CHARLIE DI COGNOME ... ANZI L'INVERSO - Paolo CENDON

Sono  fra quelli cresciuti culturalmente con "Linus", dove mi sono familiarizzato,  via via,  con  il tipo di umorismo che è poi diventato una cifra caratterizzante di Charlie Hebdo.

Sono fra quelli che amano la Francia, e che hanno sempre ammirato, dei nostri cugini d"Oltralpe, tante  fra le qualità che hanno fatto ultimamente di Charlie Hebdo quello che è: intelligenza, spirito al vetriolo, genialità, irriverenza, corrosività.

Sono/siamo fra quelli presenti nelle prime file di una manifestazione  che sta svolgendosi intorno alla Bastiglia, in questo momento, e sono davvero stupito – posso dirvi da buon cronista - dalla quantità di persone che vedo intorno a me, a testimoniare anche loro contro il terrore: davanti a me c"è Jean Gabin, là dietro vedo Sartre con la fida Simone de Beauvoir, sulla destra ecco i baffi di Maupassant vicino a Flaubert, sul ramo di un albero Saint-Exupéry col solito cappellino da pilota, sotto Camus con l"aria di chi sa cosa c"è dietro, Jouvet che parlotta con Michel Simon, ora vedo arrivare un drappello con Truffaut, Cocteau, Prévert, Godard, Simenon, Jeanne Moreau, dal fondo del viale Rimbaud che sta litigando con Verlaine, poi Lino Ventura che sorride a Toulouse Lautrec che a sua volta guarda rapito Brigitte Bardot, che strizza l"occhio a Rodin …

Sono fra quelli che  apprezzano particolarmente, fra le varie doti che un uomo può avere, il coraggio (e che si domandano se ce l"hanno, loro di persona, meglio non indagare troppo!):    credo anzi non sia sbagliato istituire una correlazione fra il temperamento  dei giornalisti  di Charlie Hebdo, i quali hanno continuato in questi anni  la  battaglia contro ogni fanatismo, malgrado varie minacce e attentati, e il valore  dimostrato da tanti soldati francesi  - ad esempio - nelle prima guerra mondiale in trincea,  con gli assalti ai nidi di mitragliatrici, o durante la resistenza nella seconda, a far saltare treni militari e viadotti.

Sono fra quelli che amano molto Parigi, dove ho anche abitato per un breve periodo;   e fra le mille cose che mi colpirono di questa grande città, a suo tempo,  anche nella rive droite, intorno al Marais, ricordo che una delle più significative fu sin dall"inizio la scoperta della  quantità enorme di facce, di nazioni, di voci  e di razze che vi circolavano pacificamente (allegramente o malinconicamente).  Un po" come la mia città, Venezia, dove da sempre ho  visto bianchi rossi verdi e gialli frequentare, in piena libertà,  l"Università e girare per le trattorie studentesche di Dorsoduro. Strano (strano ?) che proprio una città simbolo di universalità come Parigi venga oggi colpita,  con tanta ferocia!

Sono/siamo, noi di 'Persona E Danno', fra quelli che rispingono la violenza, la crudeltà disumana, che credono nei diritti della persona, compresi quel dei soggetti fragili, ma compreso anche quello di critica e di satira, che temono sinceramente il terrore - per gli altri e per se stessi - ma sono decisi a combatterlo.

Sono fra quelli che, sin da bambini, non capivano bene perché  il Cristianesimo dovesse considerarsi tanto meglio delle altre religioni. Così dicevano sottovoce   i preti che mi insegnavano il catechismo, ma non mi hanno mai convinto del tutto. Anche perché (è quasi la prima volta che lo confesso...) da piccolo non avevo ben capito, alla domanda del catechismo "Dov'è Dio?",  il  senso della  risposta: "Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo", avendola fraintesa per la fretta con quest"altra "Dio è in cielo, in terra e in ogni uovo", dopodiché, ogni volta che la mamma a casa preparava l"uovo à la coque per mia sorella,  il tutto assumeva  ai miei occhi l"aria di un delitto religioso, che la mamma commetteva. A quel punto non dicevo  niente  - sapete i bambini come sono fatti! – ma dentro di me pensavo: "Il nostro Dio è uno alla buona, però che posti strani si è scelto per vivere", e questo mi bastava  - ricordo - per dubitare un po' del supposto primato ideale della nostra religione …



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