Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2016-03-03

MINACCIA DI UCCIDERE I CANI DELLA EX: CONDANNATO ANCHE AL RISARCIMENTO - Trib. Perugia, 11.12.2015 - Annalisa GASPARRE

Il Tribunale di Perugia ha condannato un uomo accusato di ingiurie e minacce nei confronti della ex partner, minacciandola di morte e di ucciderle il cane. In un"occasione, l"uomo, ancora in possesso delle chiavi di casa, si era ivi introdotto e aveva minacciato la donna di ammazzare tutti i cani e li aveva anche afferrati per il collo.

Completano il quadro episodi di abuso di antidepressivi, droghe e alcool, percosse non denunciate come tali al Pronto Soccorso ma ricondotte ad eventi accidentali, minacce di morte.

Come in tante storie simili, la vittima non denunciava gli episodi, con l"augurio che l"uomo cambiasse atteggiamento, cosa che invece non avveniva.

Afferma, tra l"altro, il giudice che le condotte dell"imputato "miranti a manifestare alla donna il suo rancore appaiono manifestazioni idonee ad intimorire la persona offesa sia per l'intrinseca natura odiosa delle frasi proferite sia per i comportamenti posti in essere" dall""uomo "per avvalorarne la portata (ad. Es. l'aver minacciato per telefono di uccidere i cani della donna e di aver poi comunque agguantato gli animali per il collo, una volta penetrato di nascosto in casa della donna; l'aver indotto la donna a non rivelare le cause delle lesioni riportate ) sia per la reiterazione nel tempo delle stesse".

L"uomo è stato condannato anche a risarcire la parte civile con una somma determinata e dando atto delle ragioni che la giustificano. Si legge che la somma è stata calcolata "tenendo conto dello stato di afflizione e di paura provato dalla P., quale conseguente alle condotte poste in essere nonchè dell'entità del disagio psicologico derivante dal fatto che tali minacce provenivano proprio da un soggetto con cui esisteva da tempo una relazione affettiva e ,quindi, un rapporto di fiducia".

La motivazione può essere letta per esteso più avanti.

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Trib. Perugia, Sent., 11-12-2015

IMPUTATO

Del delitto p. e p. dagli artt. 594, 612 comma 2 c.p. per avere ingiuriato e minacciato di morte P.P. inviandole un sms con le seguenti frasi : "troia... ti ho sputtanato con i figli... me la pagherai, grossa mignotta da quattro soldi... ti ammazzo vecchia" minacciandola altresì con una successiva telefonata di ucciderle il cane.

Omissis

Identificata la persona offesa in:

Omissis

visti gli artt. 550, 552 c.p.p., 159, 160 disp. att. c.p.p.

Omissis

C.A. veniva chiamato a rispondere del reato a lui in rubrica specificato a seguito di decreto di citazione diretta a giudizio, dinanzi al Giudice monocratico di Perugia -Sezione distaccata Gubbio .

Ammesse le prove richieste dalle parti, venivano celebrate alcune udienze per l'esame ed il controesame dei testi del PM .

Veniva prodotta dalla parte civile una certificazione medica del Pronto Soccorso dell'Ospedale di ____in data ____ e ____ attestanti le lesioni riportate dalla persona offesa P.P..

All'esito della orale discussione svoltasi, le parti concludevano come da separato verbale in atti,

Questo Giudice ritiene raggiunta la prova della penale responsabilità dell' imputato in ordine alla commissione dei reati a lui ascritti in rubrica .

In particolare dall'esame della persona offesa P.P. , le cui dichiarazioni non risultano confutate da quelle dei testi della difesa e che risultano anche riscontrate attraverso la documentazione medica acquisita è emerso :

- che tra il C. e la P. vi è stata un relazione affettiva durata circa otto - dieci mesi con alti e bassi nel rapporto e che poi è terminata ;

- che la relazione nei primi mesi aveva avuto un andamento positivo ma che, negli ultimi mesi, si erano verificati gli episodi descritti in denuncia ;

-che il C. era soggetto molto geloso e spesso minacciava la donna anche di morte e l'apostrofava con epiteti ingiuriosi ;

-che la relazione affettiva si era conclusa a seguito delle lesioni riportate dalla P. nel maggio 2011 motivo per cui aveva avuto la forza di troncare ;

- che il 9 maggio 2011 la p.o. aveva ricevuto delle minacce ed ingiurie a mezzo del telefono e con degli sms;

- che in una occasione la p.o. , dopo avere ricevuto una minaccia telefonica tornata a casa e si era ritrovato il C. in casa , essendo costui ancora in possesso delle chiavi di casa e che in tale contesto costui l'aveva minacciata di ammazzare tutti i cani e li aveva anche afferrati per il collo ;

-che il C. abusava di alcol ed assumeva hashish ed antidepressivi per cui aveva comportamenti altalenanti ;

-che a causa delle percosse ricevute a seguito dei litigi sorti col C. era dovuta recarsi più volte anche al pronto soccorso ma che non aveva denunciato il C. adducendo come cause delle lesioni eventi accidentali ;

-che in occasione dell'ultima percossa ricevuta a fine marzo - inizi aprile 2011, poiché la P. era stata presa a pugni sul naso e tale trauma le aveva provocato una'emorragia il C. le aveva detto di dire ai medici del Pronto Soccorso che se l'era procurato aprendo lo sportello dell'auto;

- che in altra occasione il 1 maggio 2011, aveva subito microfratture alle costole a causa di una spinta ricevuta dal C. che l'aveva presa per i capelli e trascinata fuori dall'auto motivo per cui era andata al Pronto soccorso per farsi visitare ma che ,per amore del C., non lo aveva denunciato;

- che aveva mostrato ai Carabinieri gli SMS ricevuti sulla memoria del proprio cellulare in cui c'era scritto :" Troia , puttana te la faccio pagare prima ti sputtano coi tuoi figli e poi a Gubbio dove stati lavorando e prima o poi me la paghi " e i militari ne avevano preso nota ;

-che il giorno dopo aver ricevuto queste minacce per SMS una persona a lei sconosciuta era andata dal proprio datore di lavoro, presso la ____, a rappresentare che lei era una persona inaffidabile ;

- che la minaccia ricorrente era quella del tenore : " tanto ti uccido vecchia ";

Premesso ciò si rileva che la deposizione della p.o. è risultata lineare e coerente , avendo la stessa ripercorso gli episodi occorsi e fatto riferimento alle ragioni per cui , inizialmente, non aveva denunciato il C. spiegandolo col fatto che ,nutrendo un sentimento di affetto nei suoi confronti dal momento che aveva avuto una relazione con lui , non intendeva fargli del male sull'erroneo convincimento che costui avrebbe cambiato atteggiamento.

Spiegava, altresì ,le ragioni per cui aveva detto ai medici del pronto soccorso, in occasione di una visita medica per una percossa subita che era caduta a terra da sola invece di dire che era stata percossa dal C..

Trattasi di eventi accaduti durante una relazione affettiva altalenante tra due soggetti adulti, aventi diverse personalità, diversi temperamenti ed abitudini di vita ormai consolidati nel tempo e difficili da mutare o da modellare sulle esigenze dell'altro .

All'inizio di tale relazione gli atteggiamenti e le condotte oltre le righe tenuti dal partner, pur causa di sofferenze fisiche e psicologiche , sono stati tollerati dalla persona offesa P. e - come spesso accade in casi simili - da lei minimizzati sul presupposto che ciò facesse parte dell'atteggiamento di sopportazione dell'altro , durante un rapporto affettivo per cui la mancata prontezza nel denunciare subito i fatti e , soprattutto, nel precostituirsi o conservare elementi di prova, quali farsi redigere certificati medici aderenti al reale o acquisire le testimonianze di amici e conoscenti per ricostruire ciò che si era subiro ed accadeva , da poter utilizzare poi in un momento successivo, una volta denunciati i fatti alia Autorità giudiziaria ed iniziato il procedimento penale non è da attribuire ad una non veridicità dell'assunto sostenuto dalla persona offesa ma ad un triste e frequente atteggiamento "masochistico" assunto dalle persone offese, in cui le stesse per un indotto senso di colpa, preferiscono soprassedere dal reagire nel momento in cui ricevono minacce ed aggressioni fisiche, salvo poi arrivare a denunciare i fatti solo quando ormai la situazione è deflagrata per essere divenuta intollerabile a seguito di fatti eclatanti.

A tal fine non deve esser letto come elemento di mancato riscontro delle dichiarazioni della persona offesa il fatto che il M.llo R. , Comandante dei Carabinieri di Gualdo Tadino, che ha letto e trascritto gli SMS ricevuti dalla P. sul suo cellulare, non abbia poi verificato che arrivassero proprio dal telefono del C. in quanto, come spiegato dallo stesso M.llo in udienza, costui aveva trascritto l'orario ed il numero di telefono dal quale proveniva l'SMS ed il testo intero del messaggio ed ha confermato il testo dello stesso ovvero : " Troia , per adesso ti sputtano coi tuoi figli a mezza piazza , domani tocca a Gubbio e Conad , non ero stato mai tradito, me la pagherai grossa , mignotta da quattro soldi, adesso faccio le analisi poi ti ammazzo vecchia " .

Tale riscontro appare di per sè sufficiente a dimostrare la veridicità di quanto affermato dalla P. circa la provenienza del messaggio dal C., dal momento che nessun elemento obiettivo è stato addotto dalla difesa dell'imputato per consentire di ritenere, in modo obiettivo e quindi credibile, che altri individui non meglio identificati, si siano sostituiti al C. entrando in possesso del suo cellulare, lo abbiano potuto utilizzare per inviare, guarda caso, al numero personale della P. messaggi dal tenore minaccioso che fanno esplicito riferimento a particolari molto precisi del menage della vita di coppia dei due , ciò al solo scopo di attribuirgli delle condotte da lui non poste in essere e metterlo in cattiva luce agli occhi della donna esponendolo, per di più, a conseguenze penali .

La persona offesa, pur con l'imprecisione di chi ha dovuto far mente locale per ricordare ed illustrare a ritroso episodi della vita affettiva vissuta nel corso dell'istruttoria dibattimentale ha delineato, con sufficiente grado di precisione e di completezza tutte le varie fasi di tale relazione intrattenuta con il C. , offrendo elementi che sono risultati pienamente riscontrati e non trincerandosi dietro segreti.

Poiché il narrato della p.o. è risultato coerente e non contraddetto da emergenze di segno contrario, ma per di più è risultato confermato anche dalle emergenze costituire dalla deposizione del M.llo R. ,cui la p.o. si è rivolta manifestando le sue difficoltà e paure , la p.o. P. si reputa soggetto attendibile sia intrinsecamente che estrinsecamente .

Né la stessa appare contraddetta dal tenore delle deposizioni dei testi della difesa , conoscenti e frequentatori del C. e ,come tali, soggetti non indifferenti .

Le eventuali discordanze che emergono appaiono infatti di portata non significativa e non idonee di per sé a superare quel giudizio di attendibilità della P.O. .

Ciò ,ad esempio, con riferimento al fatto che la P. ha evidenziato situazioni di dipendenza del C. da farmaci o da sostanze del tipo hashish e spinelli, mentre di tale aspetto i testi della difesa non hanno minimamente parlato dilungandosi in particolari del tutto irrilevanti e, comunque, cercando di delineare la figura del C. come una persona molto sensibile ed attenta ai bisogni della P..

Infatti trattandosi di abitudini molto riservate della vita del C. (l'eventuale abuso di sostanze e o di alcool evidenzia una debolezza che non fa piacere rendere noto ad altri così come l'essere seguiti o meno da un programma Sert o da servizi di sostegno di altro genere tanto è che gli stessi operatori sono tenuti alla privacy) in quanto informazioni attinenti alla sfera più personale di un individuo che non fa certo piacere " mettere in piazza" appare difficile ritenere che terzi estranei alla coppia e persone legate solo da rapporti di casuale intrattenimento e frequentazione possano esserne venute a conoscenza .

Non risulta che i testi escussi (vedasi ad es. il teste B. che di tutto ha parlato meno che della persona del C.) abbiano avuto una confidenza così intima col C. ,in quanto solo chi condivide un 'intimità ben più profonda , quale quella di una relazione sentimentale e sessuale tra un uomo ed una donna in piedi da svariati mesi ha, indubbiamente, l'occasione di condividere situazioni, emozioni ,difficoltà ,debolezze ed abitudini del patner ben più significative e rilevanti di un mero rapporto di frequentazione amicale nel tempo libero .

Dal canto suo la teste dott.ssa R. -medico del SERT -nulla ha potuto riferire circa i rapporti intrattenuti dal C. col servizio trincerandosi al segreto professionale pur ammettendo di conoscere il C. .

Quanto alla frequentazione del Sert da parte della P., invece, è stata la donna stessa a parlarne senza remore di tal chè la p.o. non appare contraddetta da alcuno sul punto .

Pertanto in tale contesto le frasi minacciose proferite dal C. (" Prima poi ti uccido vecchia " Troia , per adesso ti sputtano coi tuoi figli a mezza piazza , domani tocca a ___ e ____, non ero stato mai tradito, me la pagherai grossa, mignotta da quattro soldi, adesso faccio le analisi poi ti ammazzo vecchia " appaiono del tutto credibili.

Inoltre le condotte del C. miranti a manifestare alla donna il suo rancore appaiono manifestazioni idonee ad intimorire la persona offesa sia per l'intrinseca natura odiosa delle frasi proferite sia per i comportamenti posti in essere dal C. per avvalorarne la portata (ad. Es. l'aver minacciato per telefono di uccidere i cani della donna e di aver poi comunque agguantato gli animali per il collo, una volta penetrato di nascosto in casa della donna ;l'aver indotto la donna a non rivelare le cause delle lesioni riportate ) sia per la reiterazione nel tempo delle stesse .

Né la motivazione della gelosia , acuita dal fatto che la P. svolgesse lavoro come barista e che si trovasse necessariamente a contatto tutti i giorni con avventori del bar ed uomini, fatto evidenziato dalla stessa parte offesa , giustificava di certo le condotte poste in essere dall'imputato, dal momento che le minacce non solo miravano ad offendere la donna denigrandola ma anche a limitare la sua capacità di autodeterminazione nella sfera della sua vita quotidiana di relazione ed anche a punirla e ad isolarla dal contesto in cui la stessa lavorava e viveva mettendola in cattiva luce.

Nessun vincolo di natura formale, economica, morale imponeva al C. il mantenimento della relazione intrattenuta con la P., soggetto a sua volta maturo e pienamente libero di autodeterminarsi di tal chè la scelta di rimanere insieme era solo il frutto di una spontanea adesione di entrambi ad un menage che non fi vedeva tra l'altro neppure conviventi, consenso che una volta venuto meno non poteva giustificare rancori di sorta .

Infine le lesioni riportate dalla P. alle costole ed al naso e di cui ai certificati medici prodotti in udienza appaiono obiettivamente collocabili durante il periodo della relazione avuta col C., anche se attinenti a fattispecie di reato non contestato in questa sede e del tutto compatibili con le aggressioni fisiche subite dalla P. e di cui la donna ha fatto menzione nella sua deposizione . Prescindendo dalla contestazione di reato ,in questa sede, appare evidente quale fosse lo stato di conflittualità e di tensione esistente tra i due, lo stato d'animo provato dalla P. e riscontrano quindi il carattere violento e l'atteggiamento minaccioso e di prevaricazione tenuto dal C. , in ogni caso una condizione ben diversa da quella pacifica , bucolica e quasi idilliaca del rapporto tra i due descritto dai testi F. , B. e T. .

Le condotte poste in essere dall'imputato integrano, pertanto, le fattispecie di reato a lui contestate. Visti i criteri tutti stimasi pena equa e congrua quella di mesi 4 reclusione , (pena base ritenuto più grave il reato p e p. dall'art 612, comma 2 c.p. mesi tre di reclusione , pena aumentata per la continuazione col reato di cui all'art. 594 c.p. mesi 4 recl ) oltre le spese, non potendosi concedere all'imputato le attenuanti generiche , tenuto conto della gratuità delle condotte e della loro durata,del precedente pane che evidenza una condizione di abuso di sostanze alcoliche , oltre le spese.

Dall'accertamento della penale responsabilità discende la condanna del C. al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita , danni che si liquidano nella misura ritenuta congrua di Euro 4.000,00 complessivi , somma calcolata tenendo conto dello stato di afflizione e di paura provato dalla P., quale conseguente alle condotte poste in essere nonchè dell'entità del disagio psicologico derivante dal fatto che tali minacce provenivano proprio da un soggetto con cui esisteva da tempo una relazione affettiva e ,quindi, un rapporto di fiducia.

P.Q.M.

Visti gli artt.533, 535 ss c.p.p.;

DICHIARA

C.A. colpevole dei reati a lui ascritti in rubrica, unificati a norma dell'art. 81 cpv c.p. e ritenuto più grave il reato di cui all'art .612 comma 2 c.p. lo condanna alla pena di mesi 4 di reclusione oltre le spese. Condanna il C. al risarcimento del danno nei confronti della parte civile costituita , che si liquidano in Euro 4.000,00 complessivi. Condanna il C. alla rifusione delle spese di costituzione rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile, che si liquidano in complessivi Euro 3,447,00 oltre IVA CPA come per legge .

Riserva la motivazione in gg 90.

Così deciso in Perugia, il 16 settembre 2015.

Depositata in Cancelleria il 11 dicembre 2015.



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