Articoli, saggi, Procedura penale -  Redazione P&D - 2016-03-11

MISURE CAUTELARI, ADEGUATEZZA: LA CORTE ORDINA LA RESTITUZIONE DEGLI ATTI-Corte Cost. n. 41/16- Carol COMAND

Con la legge n. 47/15 si è eliminata la presunzione assoluta di adeguatezza della sola custodia cautelare carceraria per il delitto di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, introducendone, in suo luogo, una relativa.

In presenza di gravi indizi di colpevolezza ed all'accertamento della sussistenza di almeno una delle esigenze cautelari,  l'art. 275 co. 1 enuncia il c.d. principio di adeguatezza delle misure che devono essere disposte, tenuto conto dell'idoneità di ciascuna, in relazione alla natura ed al grado delle esigenze da soddisfare.

Quale specificazione del principio di adeguatezza, nel comma 3° del medesimo articolo, ci si riferisce alla custodia cautelare quale misura più gravosa, che, di regola, può trovare applicazione solo quando altre misure, coercitive o interdittive - anche se applicate cumulativamente - risultino  inadeguate.

Tale regola decisoria, subisce l'eccezione di quanto disposto dal secondo periodo del medesimo comma, da ultimo modificato dalla legge 16 aprile 2015, n. 47, secondo il quale, al ricorrere dei gravi indizi di colpevolezza per i reati ivi elencati, il giudice deve disporre la misura custodiale, quando non sia in grado di escludere esigenze cautelari.

La disposizione, a seguito di diversi interventi legislativi e sino a prima dell'entrata in vigore delle ultime modifiche, contemplava, nel menzionato catalogo di reati, in virtù del richiamo all'art. 51 comma 3 bis, il delitto di cui all'art. 206 del d.lgs 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia  ambientale.

Osserva la Corte, adita con diverse ordinanze di rimessione attraverso le quali si sollevava questione di legittimità dell'art. 275 co. 3°, nella parte in cui disponeva tale rigida applicazione della misura custodiale in relazione al delitto di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, che, successivamente alle ordinanze di rimessione, intervenuta la legge 16 aprile 2015, n. 47, la presunzione di adeguatezza, è "divenuta invece relativa", essendosi stabilito che, salvo quanto disposto dal secondo periodo del comma 3°, quando sussistono i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui all'art. 51 co. 3 bis, sia disposta la misura custodiale carceraria "salvo siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari o che, in relazione al caso concreto, le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure".

Riuniti i giudizi, è dunque ordinata la restituzione degli atti al Tribunale competente, perchè effettui una nuova valutazione in ordine alla rilevanza ed alla manifesta infondatezza della questione.



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