Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Giovanni Sollazzo - 2015-03-11

MISURE DI POLIZIA: IL MESTIERE DI CIARLATANO - T.a.r. Piemonte, sez. I, n. 1138/14 - Carol COMAND

- Misure di polizia, ordine di immediata cessazione di attività

- mestiere di ciarlatano, idoneità oggettiva dell'attività ad abusare dell'ignoranza e della superstizione

- il Tribunale regionale ritiene che, nell'ipotesi esaminata, non si possa assimilare al mestiere di ciarlatano l'imposizione delle mani su alcuni indumenti in gesto di preghiera.

L'art. 121 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, R.D. 21 ottobre 1931, n. 773, ancor oggi vieta l'esercizio del mestiere di ciarlatano.

Il relativo regolamento di esecuzione, R.D. 6 maggio 1940, n. 635, art. n. 231, chiarisce che, sotto la denominazione di "mestiere di ciarlatano", debbano essere ricomprese quelle attività dirette a speculare sull'altrui credulità, o a sfruttare o ad alimentare l'altrui pregiudizio, elencando altresì alcune attività.

Nel provvedimento che si allega si ribadisce, che, le garanzie approntate dall'ordinamento all'esercizio del diritto di libertà, richiedono che anche per l'adozione della misura di polizia dell'ordine di immediata cessazione dell'attività, siano effettuate concrete valutazioni, in merito all'oggettiva idoneità della specifica condotta a configurare l'ipotesi di ciarlataneria.

Si ritiene in particolare che, sia carente di istruttoria e di valutazione, l'ordine fondato sulla ritenuta illiceità del comportamento relativo all'apporto di un mero soccorso spirituale, in un clima di fede che dai riscontri risulta condiviso, poi tradottosi in conforto morale. (c.c.)

Pronuncia tratta dal sito ufficiale della giustizia amministrativa.



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