Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-11-28

MURO DIVISORIO: INDICAZIONI GIURISPRUDENZIALI SU LUCI, VEDUTE E SERVITU' DI VEDUTA - RM

- muro divisorio e apertura di vedute: l'obbligo di rispettare le distanze per l'apertura di vedute sul fondo vicino non viene meno se la presenza di muri divisori o altre barriere impediscono in concreto l'affaccio sul medesimo

- l'apertura di luci è cosa diversa?

- in virtù del disposto dell'art. 903 c.c. ed in applicazione di principi generali sulla comunione, nessuno dei due proprietari può aprire luci senza il consenso dell'altro manifestato per iscritto

Pur rinviando ad apposita sede ogni considerazione circa la complessa disciplina generale che regola le luci e le vedute, (cfr., ad esempio, i capitoli sedicesimo e ss. del volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto) quanto al muro divisorio è comunque opportuno notare sin d"ora come, quanto alle seconde,

l'obbligo di rispettare le distanze per l'apertura di vedute sul fondo vicino non viene meno se la presenza di muri divisori o altre barriere impediscono in concreto l'affaccio sul medesimo Cass. 30.3.01, n. 4712, GCM, 2001, 633.

Quanto alle luci, è stato inoltre deciso che

"in virtù del disposto dell'art. 903 c.c. ed in applicazione di principi generali sulla comunione, nessuno dei due proprietari può aprire luci senza il consenso dell'altro manifestato per iscritto. Deve conseguentemente reputarsi irrilevante l'eventuale consenso manifestato oralmente" Cass. 29.8.98, n. 8611, GI, 1999, 2267,

in quanto

"nel caso di apertura di luci nel muro divisorio tra proprietà confinanti, da considerarsi comune ai sensi dell'art. 880 c.c., deve applicarsi il disposto dell'art. 903 c.c., il quale, oltre a consentire, al comma 1, l'apertura al proprietario di luci nel muro proprio che sia contiguo al fondo altrui, stabilisce, al comma 2, come regola di ordine generale, che "se il muro è comune, nessuno dei proprietari può aprire luci senza il consenso dell'altro". Di conseguenza, il diritto a mantenere le luci può essere in tale ipotesi diversamente acquisito solo iure servitutis" Cass. 11.6.07, n. 13649, GCM, 2007, 6.

Sempre in materia di vedute, è stato inoltre affermato che

il muro divisorio non può dar luogo all'esercizio di una servitù di veduta, sia perché ha solo la funzione di demarcazione del confine e o tutela del fondo, sia perché, anche quando consente di "inspicere" e "prospicere" sul fondo altrui è inidoneo a costituire una situazione di soggezione di un fondo all'altro, a causa della reciproca possibilità di affaccio esistente da entrambi i fondi confinanti. (In applicazione di tale principio la S.C. ha escluso che l'innalzamento di un muro divisorio, in modo da precludere la stessa "inspectio" sull'altro fondo - e precisamente da mt. 1, 50 a 2, 75 - avesse determinato la lesione di una servitù di veduta, anteriormente non configurabile) Cass. 25.1.00, n. 820, GCM, 2000, 136.



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