Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Tarantino Gianluca - 2013-11-30

MUTUO FONDIARIO IN FRODE AI CREDITORI: NON VALE LA GARANZIA IPOTECARIA - CASS. 21020/2013 - G. TARANTINO

E' possibile per il giudice sindacare l'effettiva funzione assolta dall'operazione di mutuo, per accertare se essa sia assistita da un'autonoma causa di finanziamento, o se invece non vada inserita in una fattispecie complessa, eventualmente volta a perseguire una finalità lesiva della par condicio, nel contesto di un procedimento indiretto caratterizzato da collegamento negoziale.

Resta quindi ammissibile, in linea di principio, la revoca dell'ipoteca nell'ambito di un negozio indiretto, anormalmente solutorio, (Cass., sez. 1^, 1 ottobre 2007, n. 20.622), o di un negozio affetto da simulazione relativa, o produttivo della mera novazione di un'obbligazione preesistente (Cass., sez. 1^, 15 ottobre 2012 n. 17650; Cass., sez. 1^, 20 marzo 2003, n. 4069).

In particolare, la Cassazione censura l'operato della corte di appello che ha esaminato l'operazione di mutuo per cui è causa in un'ottica atomistica dell'operazione, che non tiene conto dell'articolato accordo di ristrutturazione finanziaria intercorso tra numerosi istituti di credito, compagnie di assicurazioni e società di leasing e factoring, definito con l'operazione per cui è causa.

Detto accertamento, peraltro, contrariamente all'avviso della corte territoriale, non resta confinato nella sfera dei motivi soggettivi - irrilevanti salvo il limite dell'illiceità (art. 1345 cod. civ.) - ma attiene precipuamente alla funzione oggettiva dell'operazione, se prefigurata ab initio in frode dei creditori.



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