Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-11-12

MUTUO INCIDE SUL REDDITO E PUO' ESCLUDERE IL MANTENIMENTO - Cass. ord. 22603/2015 - Valeria MAZZOTTA

Separazione.

Assegno di mantenimento. L'esborso mensile della rata del mutuo incide sul reddito spendibile, potendo rendere sostanzialmente analoghe posizioni economiche apparentemente diverse

Niente assegno di mantenimento per la moglie se, a fronte di redditi non uguali, il marito paga la rata mensile del mutuo acceso per rilevare dal coniuge la metà della casa coniugale.

Con l"ordinanza 22603/2015, la sesta sezione della Cassazione Civile, nel determinare in concreto la spettanza dell"assegno di mantenimento per il coniuge, tiene in considerazione l"incidenza del mutuo sui redditi spendibili del coniuge potenzialmente onerato: seppur le entrate reddituali siano diverse, esse divengono pressoché corrispondenti a fronte dell"esborso mensile, da parte del marito, della rata di mutuo pari a 990 curo, un mutuo che gli ha consentito di acquistare dalla moglie la metà della casa coniugale e ha consentito alla moglie di acquisire una casa di proprietà in cui abitare dopo la separazione.

Il ragionamento dei Giudici pare equo: è il reddito spendibile che deve essere considerato laddove si debba determinare la spettanza di un assegno di mantenimento per il coniuge "debole". Se i redditi spendibili dei coniugi sostanzialmente si equivalgono e consentono ad entrambi una vita dignitosa, non troppo dissimile da quella condotta in costanza di matrimonio, allora il diritto al mantenimento va escluso. Diversamente ragionando si finirebbe con il gravare ingiustificatamente il coniuge che ha entrate maggiori ma anche uscite cospicue, determinate da esigenze serie quali quelle abitative. In sostanza, il Giudice della separazione deve effettuare una valutazione globale della posizione economico patrimoniale delle parti, senza limitarsi alla rigida applicazione del criterio dettato dall"art. 156, che riconosce l"assegno di mantenimento a quello tra i due coniugi che non abbia mezzi adeguati per mantenere un tenore di vita analogo a quello matrimoniale. Un tenore veramente analogo difficilmente sarà mantenibile perché la separazione comporta sempre un reciproco impoverimento. Più ragionevole appare quindi il riferimento a un tenore di vita dignitoso, non sostanzialmente dissimile da quello in precedenza goduto.



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