Articoli, saggi, Fine vita -  Redazione P&D - 2013-12-03

NASCERE E MORIRE TRA DIRITTO POLITICO E DIRITTO GIURISPRUDENZIALE - Chiara TRIPODINA

Nascere e morire: ancora cinquanta anni fa – fino a tutti gli anni Sessanta del Novecento – parlarne in termini di "casi difficili" avrebbe destato stupore. Talvolta poteva essere difficile nascere o morire, fatica e sofferenza essendo spesso compagne dell"uomo nel suo passaggio tra le soglie della vita. Ma, dal punto di vista del diritto, cosa mai avrebbe dovuto esserci di difficile: si nasceva, si moriva, che altro? La nascita e la morte divengono "casi difficili" per il diritto nel momento in cui escono dalla sfera degli accadimenti naturali per divenire oggetto di artificio e dunque di scelta. Quando la tecnica rende possibile il concepimento di un figlio, laddove la natura non lo permetterebbe; quando la scienza medica consente di mantenere a oltranza una vita, laddove la natura farebbe sopraggiungere la morte, nascere e morire cessano di essere solo fatti di cui prendere atto per divenire diritti da rivendicare: il diritto ae il diritto a morire naturalmente. "Diritti dell"età della procreare artificialmente tecnica", precipitato delle nuove possibilità o necessità che il progresso della scienza medica ha posto dinnanzi agli uomini e che della sequenza delle generazioni dei diritti rappresentano l"ultimo approdo. Non v"è contraddizione nel fatto che due diritti figli della medesima età siano accompagnati da avverbi di segno opposto: "artificialmente" e "naturalmente". In un caso, si rivendica il diritto di potersi avvalere della tecnica per concepire artificialmente una vita; nell"altro, si rivendica il diritto di potersi difendere dalla tecnica per concludere naturalmente la vita. L"artificio in un caso è opportunità; nell"altro spettro. Ma in ogni caso è la tecnica a generare la rivendicazione del diritto.

[...]



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati