Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mottola Maria Rita - 2015-04-23

NEGOZIAZIONE ASSISTITA: DINIEGO DEL PM DECISIONE DEL PRESIDENTE - Trib. Torino, sez. VII, decreto 20 aprile 2015 Maria Rita MOTTOLA

All'accordo di negoziazione sottoscritto dai coniugi partecipa anche la figlia maggiorenne alla quale è riconosciuto un assegno di mantenimento. L'ufficio del P.M. rigetta la richiesta di autorizzazione perché ritiene che l'accordo così formulato non sia conforme al dettato legislativo che non prevede accordi trilaterali e rimette gli atti al Presidente del Tribunale.

All'udienza di comparizione dei coniugi partecipa anche la figlia maggiorenne che rinuncia alla sua partecipazione all'atto affermando, altresì, che è soddisfatta dell'accordo raggiunto dai suoi genitori.

Il Presidente a questo punto emette il decreto di autorizzazione.

L'art. 6, l. 162 del 2014 che ha convertito il D.L. 132/2014, in caso di diniego del P.M. nel concedere l'autorizzazione richiesta, determina la competenza del Presidente e non del collegio. Secondo la decisione in commento il rifiuto a autorizzare da parte del pubblico ministero non introduce un procedimento contenzioso (in effetti i coniugi sono del tutto concordi sulle condizioni della separazione-divorzio).

Certamente come sottolinea il Tribunale di Torino la legge è lacunosa e il teso così stringato da non affrontare tutte le questioni che sottendono a tale procedura. Se così si può dire sembra esattamente che il legislatore non abbia alcuna nozione di diritto processuale visto che non si pone neppure problemi di classificazione dell'istituto o almeno di corretta regolamentazione.

Sembra però del tutto condivisibile l'assunto secondo cui il procedimento così instaurato non abbia natura contenziosa, possa essere considerato di natura atipica e fatto rientrare nell'ambito della volontaria giurisdizione. Procedimento che di fatto disattende la competenza collegiale anche nei casi in cui è prevista (art. 710 c.p.c. e art. 9. L. Div.).

L'altro problema in alcun modo risolto dal legislatore sono le prerogative del Presidente in questa fase.

Il Tribunale di Torino ritiene che il Presidente non si possa discostare dal testo sottoposto all'attenzione del P.M. eppure, - a ben vedere – non potrebbe mantenerlo esattamente invariato.

Il caso di specie è stato risolto dalla parte terza – la figlia maggiorenne – con la sua accettazione di estromettersi dalla negoziazione. Ma in alte ipotesi quali potranno essere le decisioni?



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