Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2015-11-26

NEI PICCOLI COMUNI I MEMBRI DI GIUNTA POSSONO SVOLGERE POTERI GESTIONALI – Cons. St. 5296/15 – Alceste SANTUARI

Comuni piccoli e funzioni dei membri degli organi politici

Partecipazione di un vicesindaco ad una commissione di gara

Legittimità

Con sentenza 20 novembre 2015, n. 5296, il Consiglio di Stato, sez. V, ha affrontato e risolto il tema delicato del perimetro di azione da riconoscere agli organi politici nell"assolvere funzioni gestionali inerenti all"attività comunale.

Il caso portato all"attenzione dei giudici di Palazzo Spada prende avvio dal ricorso presentato al Tar Campani da una s.r.l. che aveva impugnato gli atti della procedura di affidamento dei lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente dell"ex discarica dei rifiuti solidi urbani di un comune, procedura aggiudicata ad altra società e nella quale la ricorrente si è collocata al quarto posto della graduatoria finale. Nella sostanza, la società ricorrente contestava esclusivamente la composizione della commissione giudicatrice: nella fattispecie, la doglianza si riferiva al fatto che il vicesindaco, quale amministratore preposto al settore dei lavori pubblici, avesse svolto la funzione di presidente della commissione di gara.

Il Tar Campania, sez. staccata di Salerno, sez. II, con la sentenza n. 443/2015 ha respinto il ricorso.

Prima di esaminare la sentenza del Consiglio di Stato, è utile evidenziare che trattasi di questione che coinvolge il principio di separazione tra organi di governo e organi gestionali, in forza del quale ai primo competono essenzialmente funzioni di indirizzo politico, di definizione degli obibettivi e di controllo sul complessivo svolgimento dell"attività dell"ente locale, mentre ai secondi spettano invece, in via tendenzialmente esclusiva, compiti di gestione del patrimonio e degli interessi economici dell"ente medesimo, attraverso l"esercizio di funzioni e responsabilità gestionali aventi rilevanza esterna. In argomento, giova ricordare che l"art. 107, comma 3 del TUEL espressamente disciplina la possibilità di affidare ai dirigenti sia la presidenza delle commissioni di gara e concorso, sia la responsabilità delle procedure di appalto e di concorso, ivi compresa la stessa nomina della commissione giudicatrice.

Il Consiglio di Stato, confermando la decisione di primo grado, ha respinto l"appello motivando come segue:

-) la norma di legge finanziaria del 2001 consente ai comuni di più ridotta consistenza demografica di attribuire compiti di gestione amministrativa ai componenti dell"organo di vertice politico dell"ente è da considerarsi norma speciale e derogatoria, tanto rispetto al principio di separazione politica – amministrazione sancito dal parimenti citato art. 107 t.u.e.l., quanto all"art. 84 cod. contratti pubblici. Al riguardo, preme ricordare che l"art. 53, comma 23, l. 388/2000 (legge finanziaria 2001) consente ai comuni con meno di 5 mila abitanti di attribuire compiti di gestione ai componenti dell"organo di vertice politico dell"ente locale. Trattasi – è bene rammentarlo – di norma avente natura speciale che, dunque, integra una deroga sia al principio di separazione dei ruoli tra politica e gestione amministrativa stabilito dall"art. 107 del TUEL, sia al divieto, contemplato nell"art. 84, comma 5, d.lgs n. 163/2006, di nominare nelle commissioni di gara "coloro che nel biennio precedente hanno rivestito cariche di pubblico amministratore[…] relativamente a contratti affidati dalle amministrazioni presso le quali hanno prestato servizio";

-) "si tratta infatti di una previsione che ha l"evidente scopo di assicurare la necessaria funzionalità ai comuni "polvere", i cui organici sono privi di posizioni dirigenziali, permettendo loro di coprire le posizioni apicali all"interno della propria "micro-struttura" mediante ricorso ai componenti dell"organo di direzione politica."

-) la deroga di cui sopra implica che "il componente della giunta cui è attribuita la responsabilità dei servizi comunali è pienamente investito delle funzioni connesse a tale attribuzione, ivi compresa quella di presidenza delle commissioni di gare per l"affidamento di contratti d"appalto da parte dell"ente,"

-) in virtù della medesima deroga deve conseguentemente essere ritenuto inapplicabile il divieto enunciato dal successivo comma 5 del medesimo art. 84, sopra richiamato.

-) le ragioni di imparzialità amministrativa perseguite dalla disposizione del codice dei contratti pubblici richiamata dalla società appellante possono essere sacrificate e giustificate pienamente da ragioni di buon andamento dell"attività amministrativa, "e dunque da esigenze aventi pari rango costituzionale." Alla luce di quest"ultima notazione la questione di legittimità costituzionale della norma di legge finanziaria 2001 sollevata dalla società appellante deve essere dichiarata manifestamente inammissibile.

-) Quanto poi alla (indiscutibile) particolarità del caso oggetto del presente giudizio, in cui tali valutazioni sono risultate concretamente ininfluenti ai fini dell"aggiudicazione della gara, avendo tutti i commissari espresso lo stesso giudizio, in forma di coefficiente numerico, in relazione agli elementi di valutazione dell"offerta tecnica previsti per la procedura di affidamento in questione, deve osservarsi che sulla base di questa circostanza, successiva alla nomina della commissione impugnata, non è possibile enucleare censure riguardanti la composizione di quest"ultima.

-) il fatto che il vicesindaco sia laureato in lettere, condizione che priverebbe la commissione giudicatrice sarebbe priva della necessaria competenza nello specifico oggetto del contratto, è da ritenersi "infondata nel merito, dal momento che secondo l"incontrastata giurisprudenza di questo Consiglio di Stato (da ultimo: Sez. V, 16 gennaio 2015, n. 92, 28 maggio 2012, n. 3124; Sez. VI, luglio 2015, n. 3295, 10 giugno 2013, n. 3203), la competenza richiesta dalla disposizione del codice dei contratti pubblici da ultimo menzionata deve essere riferita alla commissione nel suo complesso, ed è soddisfatta quando due dei tre componenti siano portatori di una specifica competenza nel settore cui il singolo appalto si riferisce (Sez. V, 9 aprile 2015, n. 1824)."



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