Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2013-10-12

NELLE SOCIETA COMUNALI SOLO CONCORSO PUBBLICO – Trib. Salerno 3847/13 – Alceste SANTUARI

Il giudice unico del Tribunale di Salerno, in funzione di Giudice del Lavoro, con sentenza n. 3847 del 7 ottobre 2013 ha statuito che le società "in house" dei comuni non possono assumere personale se non attraverso un concorso pubblico.

La sentenza fa seguito ad una istanza di un gruppo di lavoratori interinali che hanno messo in evidenza l"irregolare rapporto che intercorreva tra l"agenzia di lavoro interinale e la società partecipata dal comune e chiedevano di vedere trasformato il loro rapporto con la società in lavoro subordinato in capo a quest"ultima. Nello specifico, i lavoratori si sono soffermati sulla presunta illegittimità del termine apposto ai singoli contratti, che sono stati più volte prorogati, nonché sulla irregolarità della somministrazione intercorsa fra le singole agenzie di lavoro interinale e i lavoratori medesimi.

La società partecipata dal comune, a capitale totalmente pubblico e che persegue finalità collettivi pubblicistiche, si è opposta all"assunzione, sostenendo che una decisione in positivo si sarebbe posta in contrasto con le disposizioni di cui all"art. 18, l. n. 133/2008, concernente i criteri selettivi imposti alle società partecipate dagli enti pubblici e all" art. 19, comma 1, l. n. 102/2009.

Il giudice unico del Tribunale di Salerno, dopo aver ricostruito il quadro normativo di riferimento per l"azione e gli interventi delle società partecipate dagli enti locali, evidenzia che, dall""assoggettamento della società [pubblica] al controllo di un Ente che appartiene al novero della Pubblica Amministrazione", discende la circostanza per la quale "le società interamente partecipate o controllate da un Ente pubblico locale e che sono titolari di un affidamento diretto (senza gara) di servizi pubblici locali di rilevanza economica: a) devono rispettare i divieti e le limitazioni alle assunzioni di personale eventualmente previste dalla normativa vigente in relazione all"Ente controllante b) devono adeguare le proprie politiche di personale alle disposizioni vigenti per l"Ente controllante in materia di contenimento degli oneri contrattuali, delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per le consulenze".

Il giudice unico dunque esprime un principio chiaro: nell"ambito della nozione di "comune allargato", le società dal medesimo partecipate, in specie se in via totalitaria (in house), debbono prevedere al proprio interno un assetto organizzativo "omogeneo" rispetto alle politiche assunzionali e di gestione adottate dal proprio ente controllante. A ciò il giudice aggiunge un ulteriore aspetto meritevole di attenzione: le società controllate dagli enti locali hanno l"obbligo di adottare un provvedimento di carattere organizzativo che definisca i criteri e le modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi fissati dall"art. 35, comma 3, d.lgs. 30 marzo 2011, n. 165 e s.m.i. Pertanto, nel quadro della disciplina vigente in materia di reclutamento del personale nella P.A., le società partecipate debbono garantire:

  1. un"adeguata pubblicità alla procedura di selezione;
  2. modalità di svolgimento della selezione che assicurino imparzialità, economicità e celerità di espletamento;
  3. l"adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti per la verifica del possesso, in capo ai candidati, dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla specifica posizione da ricoprire;
  4. il rispetto della pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;
  5. la professionalità della commissione esaminatrice, i cui componenti devono essere scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle società partecipate che indicono la selezione e non devono appartenere dell"organo di direzione politica dell"ente controllante, ovvero non devono ricoprire cariche politiche e/o sindacali.

In ultima analisi, ha statuito il giudice unico che anche a voler considerare l"illegittimità della somministrazione e dei contratti commerciali intercorsi tra le agenzie di lavoro interinale e la società comunale, quest"ultima non potrebbe procedere all"assunzione del personale se non attraverso il pubblico concorso.



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