Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2013-08-28

NIENTE ASSEGNAZIONE DELLA CASA SE NON CI NON FIGLI - Cass. 18979/2013 - Valeria MAZZOTTA

In mancanza di figli, l"assegnazione della casa coniugale, appartenente a entrambi i coniugi è disciplinata dalle norma in materia di comproprietà e non dall"art. 155 quater c.c. Le  misure di protezione ex art. 342 bis c.c. non possono essere chieste se tra i coniugi pende il procedimento di separazione o divorzio, quando l"udienza presidenziale si sia già tenuta e siano stati assunti i provvedimenti provvisori.

La Cassazione con la sentenza n. 18979 depositata l"8 agosto 2013 ribadisce due principi già in precedenza espressi.

Nel caso di specie la moglie chiedeva in sede di modifica del provvedimento di separazione con cui la casa familiare in comproprietà era stata assegnata a entrambi i coniugi, l"assegnazione in via esclusiva, sul presupposto della nuova convivenza ivi instaurata dal marito con altra donna; secondo la moglie, l"ex aveva ripetutamente cercato di impedirle l"accesso in casa con minacce e violenze, costringendola alla coabitazione forzata con la nuova compagna. La cassazione conferma le pronunce di merito: sotto un primo profilo ha ritenuto che "le misure di protezione non possono essere chieste se tra i coniugi pende procedimento di separazione o divorzio, quando si sia già svolta l"udienza presidenziale e siano stati assunti i provvedimenti provvisori, mentre la controversia relativa all"assegnazione della casa coniugale in mancanza di figli è regolata dalle norme sulla comproprietà e non dall"articolo 155 quater Cc".  Osserva inoltre la Corte che il provvedimento con il quale si accolga o si rigetti l"istanza di concessione della misura cautelare dell"allontanamento dalla casa familiare, non è impugnabile per cassazione né con ricorso ordinario né con ricorso straordinario ai sensi dell"articolo 111 Costituzione, giacché detto provvedimento difetta dei requisiti della decisorietà e della definitività.

Quanto alla richiesta d"assegnazione esclusiva della casa, Piazza Cavour, in linea col proprio orientamento costante in materia,  osserva che in mancanza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti, il giudice della separazione non può provvedere in ordine all"assegnazione della casa familiare. Infatti, dal contesto normativo e giurisprudenziale emerge che l"assegnazione della casa e la relativa cessazione dipendono dalla valutazione dell"interesse del minore, riservata al giudice di merito. Quindi, "l"assegnazione congiunta a entrambi i coniugi della casa coniugale disposta dal giudice della separazione è da intendere come diniego di assegnazione, stante la mancanza di figli, e come richiamo alla disciplina del diritto di proprietà, posto che non è configurabile nel sistema una assegnazione congiunta». Corretta quindi la statuizione della corte di merito secondo la quale ogni rivendicazione dominicale sulla casa, sganciata dai presupposti di cui all"articolo 155 quater Cc, deve trovare sede dinanzi al giudice ordinario e non davanti al giudice della famiglia.



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