Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-04-15

NO AFFIDAMENTO SENZA CONTROLLO ANALOGO – Tar Calabria 559/14 – Alceste SANTUARI

Il Tar Calabria, Catanzaro sez. II, con sentenza del 4 aprile 2014, n. 559 ha statuito l"illegittimità di un affidamento senza gara di un appalto di servizi in favore di un consorzio interuniversitario nel caso in cui non sussista il requisito del controllo analogo necessario per l'in house providing.


I giudici amministrativi con questa sentenza hanno l"occasione per ribadire i requisiti che debbono presidiare all"affidamento in house e tra questi in primis il requisito del controllo analogo.

Nel caso di specie, il Tar ha avuto modo di ribadire che "rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia promossa da un operatore del mercato avverso l"affidamento senza gara di un servizio di natura imprenditoriale ad un consorzio di cui fa parte la stazione appaltante (rectius: l"università). Il Tar ricorda che i consorzi interuniversitari possono svolgere compiti strumentali per conto delle Università che vi partecipano, "attesa anche la fisiologica discrezionalità organizzativa dell"amministrazione, che è libera, nell"ambito dell"ordinamento di settore, di servirsi dello strumento della convenzione e la natura di impresa pubblica che il consorzio viene ad assumere, stante l"influenza dominante di una o più pubbliche amministrazioni, attraverso la maggioranza delle quote dell"impresa influita". Ma ciò non basta affermano i giudici amministrativi: occorre – come richiamato in premessa – in specie quando la struttura organizzativa in parola "opera sopra soglia comunitaria" che il consorzio possegga il requisito del controllo analogo, tipico dell"in house providing. E ciò in quanto si verte "nell"attribuzione di un"utilità di rilievo concorrenziale, che impone il rispetto dei principi, interni e comunitari, che connotano l"evidenza pubblica ed in particolare i canoni della trasparenza e della par condicio".

I giudici amministrativi hanno sottolineato come l"Università della Calabria, nell"affidare senza gara i propri servizi informatici al consorzio interuniversitario CINECA, non abbia adeguatamente motivato circa il possesso, da parte di quest"ultimo, dei requisiti tipici dell"in house providing. In argomento, il Tar richiama il parere dell"AVCP 27.8.2013 n. AS1075, reso su quesito del MIUR in data 9.7.2013, secondo cui "la nuova configurazione del consorzio CINECA – avendo incorporato, a seguito della fusione dello scorso luglio, alcuni istituti universitari aventi natura giuridica privata (tra cui, ad esempio, l"Università commerciale Luigi Bocconi e lo I.U.L.M. – risulta… ostativo alla sussistenza del requisito della partecipazione pubblica totalitaria e pertanto alla legittimità di un affidamento diretto da parte del MIUR secondo il modello dell"in house", benché risulti rispettato il requisito dell"attività prevalente.

Il Tar, conseguentemente, ha ritenuto che il consorzio CINECA, pur svolgendo la propria attività prevalente nei confronti degli atenei, non possedendo il requisito del controllo analogo non possa risultare affidatario di un servizio in deroga ad una procedura ad evidenza pubblica.



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