Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Negro Antonello - 2015-04-27

NO AI DANNI PUNITIVI, SI ALLE ASTREINTES – Cass. civ. 7613/15 - Antonello NEGRO

Danni punitivi e astreintes

Il ricorrente lamentava la contrarietà all"ordine pubblico interno di una pronuncia contenente una forma di astreinte

La Corte di Cassazione ha affermato l"ammissibilità di misure volte ad ottenere l"adempimento mediante pressione esercitata sulla volontà dell"inadempiente

Con la pronuncia qui di seguito allegata, la Corte di Cassazione è intervenuta in tema di esecutività in Italia di un"ordinanza belga in cui era stata statuita una somma a carico di una parte per ogni giorno di ritardo nell"esecuzione di un ordine di consegna.

L"istituto applicato dalla Corte belga è quello dell"astreinte, consistente nella condanna al pagamento di una somma di denaro a carico del soggetto che non adempie all"ordine del giudice per ogni giorno di inadempimento.

Il ricorrente lamentava la contrarietà all"ordine pubblico interno della pronuncia della Corte di Appello (che aveva di fatto respinto l"opposizione all"esecutorietà dell"ordinanza belga) posto che il nostrano sistema della responsabilità civile ha funzione unicamente reintegratoria e non punitiva.

La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso proposto, ha ribadito che nel nostro ordinamento non possono essere accolti i punitive damages in quanto l"idea della punizione è estranea al risarcimento del danno (Cass. 1183/2007; Cass. 1781/2012).

Tuttavia - ha specificato la Corte di Cassazione - nel caso in esame il giudice belga si è limitato a corredare la condanna di consegna con l"obbligo di pagare una somma per ogni giorno di mancata esecuzione di detto ordine, il che non è incompatibile con il nostro sistema.

La Corte ha quindi ricordato determinate ipotesi in cui – a fronte dell"inadempimento di un obbligo non coercibile in forma specifica – sono adottabili misure generali e speciali volte ad ottenere l"adempimento mediante la pressione esercitata sulla volontà dell"inadempiente a mezzo della minaccia di una sanzione pecuniaria, che si accresce con il protrarsi o il reiterarsi della condotta indesiderata (tra gli esempi portati nella pronuncia in esame, l"art. 140, VII co., del D.Lgs. 06.09.2005, n. 206, c.d. codice del consumo; gli artt. 124, II co., e 131 del D.Lgs. 10.02.2005 n. 30, c.d. codice della proprietà industriale; l"art. 709 ter c.p.c.).

Lo strumento di coercizione del comportamento richiesto mediante condanna giudiziaria ad una somma progressiva è, dunque, già presente nel nostro ordinamento.

In ragione di ciò, ha concluso la Corte, deve affermarsi che il risarcimento del danno (con funzione reintegrativa) e le astreintes (che hanno funzione coercitiva) costituiscono misure tra loro diverse.

Le astreintes non coincidono, quindi, con il danno punitivo in quanto sono volte a coartare all"adempimento, anche nell"interesse generale all"esecuzione dei provvedimenti giudiziari.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati