Legislazione e Giurisprudenza, Patrimonio, economia -  Bernicchi Francesco Maria - 2013-11-16

NO ALLA CIRCOSTANZA ATTENUANTE ex art. 62 n.6 c.p. IN CASO DI AZ.REVOCATORIA- Cass. Pen. 28896/2012- F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una sentenza della Corte di Cassazione (Sezione V Penale n. 28896 depositata in data 17 Luglio 2012) relativa al tema delle circostanze del reato e la specifica attenuante dell'articolo 62 n.6 c.p. concernente la riparazione del danno posto in essere dal soggetto agente nel reato di bancarotta.

Il fatto, in breve: negli anni '90 ci fu il dissesto del gruppo societario riferibile alla famiglia Rossi. I pacchetti di controllo delle società del gruppo furono cedute all'ente Alfa, amministrato da Tizio, persona che è anche acquirente dell'ente citato.

Il Tribunale di Prato con sentenza del 2006 e, tre anni dopo, la Corte d'Appello di Firenze confermava, nella sostanza, la decisione di condanna nei confronti di Tizio per bancarotta per distrazione del patrimonio senza il riconoscimento di nessuna attenuante.

Tizio proponeva ricorso per tutti i punti, ma per quel che ci interesse analizziamo l'ultimo motivo di doglianza.

Tizio, infatti, lamentava l'erronea applicazione della legge penale nel diniego dell'attenuante di cui all'art. 62 c.p., n. 6, in relazione alla condotta risarcitoria che ha riportato al gruppo Rossi i beni già trasferiti a Immobiliare X e che "tanto dimostrava, anche in assenza di ristoro integrale, lo sforzo per elidere le conseguenze dannose del reato."

La Corte dichiara infondato tale motivo.

La Corte d'Appello fiorentina ha rigettato l'istanza non soltanto per la parzialità del rimborso ma, soprattutto, per l'assenza di volontarietà dello stesso, frutto solo di azione revocatoria.

Bene ha fatto e motivato la Corte territoriale per i giudici di Piazza Cavour: l'inefficacia dell'atto dispositivo e la conseguente ripetizione del pagato non ha i caratteri della volontarietà richiesta dall'articolo 62 n.6 c.p.

Solo l'esperimento dell'azione prevista dall'articolo 2901 c.c. e la vittoria di questa hanno permesso il parziale rimborso e, pertanto, il tutto non può essere considerato né riparazione integrale, né tantomeno "l'essersi adoperato spontaneamente o efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze danno o pericolose del reato", come prevede la parte finale dell'articolo 62 c.p.

Peraltro, in un caso omogeneo la Corte Suprema aveva già chiarito sul punto e stabilito il principio di diritto conseguente (cfr. Cass. Pen. 9.11.2005)

Per questo e altri motivi,

La Corte Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 7 marzo 2012.

Depositato in Cancelleria il 17 luglio 2012



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati