Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Mazzotta Valeria - 2015-07-03

NO ALLA PSICOTERAPIA IMPOSTA PER DIVENTARE GENITORI MATURI - Cass. 13506/2015 - Valeria MAZZOTTA

Affidamento del figlio minore.

Il Giudice non può ordinare ai genitori un persorso psico terapeutico per diventare genitori maturi e responsabili

Il Giudice non può imporre ai genitori immaturi percorsi psicoterapeutici individuali e di coppia: non si può cioè ordinare ai genitori che litigano e discutono in ordine alle modalità di affidamento e frequentazione del figlio di fare terapia per imparare  a gestire il bambino.

Un simile imposizione viola sia il principio della libertà personale tutelato dalla Costituzione ma anche l"art. 32 poiché  solo la legge può imporre trattamenti sanitari. Ed inoltre una simile prescrizione esula dai poteri conferiti al Giudice nell"ambito di una controversia sull"affidamento del figlio minore.

Questi i principi innovativi sanciti dalla sentenza n. 13506/15, pubblicata il primo luglio dalla prima sezione civile della Cassazione, che revoca quindi la disposizione impartita ai genitori di sottoporsi a un percorso psicoterapeutico per realizzare la propria maturità personale, poichè una simile scelta non può che rientrare nel loro diritto di autodeterminazione.

Nel caso di specie erano falliti tutti i tentativi di attuazione pratica dell"accordo raggiunto tra i genitori nell"ambito della mediazione famigliare operata grazie ai Servizi Sociali per disposizione del Tribunale per i Minorenni. La CTU successivamente disposta aveva concluso che i genitori fossero ancora troppo personalmente coinvolti per poter collaborare fattivamente nella cura ed educazione del figlio, sicchè, onde superare le difficoltà personali, considerate espressione di una intrinseca immaturità nel rivestire adeguatamente il ruolo di genitori, viene prescritto un percorso di sostegno alla genitorialità per aiutarli ad imparare come gestire il figlio.

Ma, seppure l"obiettivo sia nobile ad appaia come l"estremo tentativo di aiutare la coppia a diventare "bravi" genitori, il Giudice non può assumere una simile decisione, impartendo una sorta di trattamento sanitario obbligatorio. Osserva Piazza Cavour che la maturazione personale dei genitori  non può che restare affidata al loro diritto di autodeterminazione, mentre il mandato conferito al servizio sociale rimane collegata alla possibilità di adottare e modificare i provvedimenti che riguardano il minore. Alla struttura pubblica si affida il compito di osservare il bambino e aiutare mamma e papà nel concreto esercizio della responsabilità genitoriale".

D"altra canto, ciascuno è artefice del proprio cambiamento e il percorso di maturazione ed assunzione di responsabilità anche genitoriale, se non liberamente intrapreso, difficilmente potrà condurre a risultati positivi e duraturi. Resta il problema di quel figlio, conteso tra una madre e un padre che poco hanno a cuore il suo interesse, quanto piuttosto reciproche rivendicazioni di diritti nei confronti del minore che hanno più il sapore di personali rivincite piuttosto che di incondizionato amore genitoriale.



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