Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-06-23

NO ALLAFFIDAMENTO DIRETTO DEL TRASPORTO SANITARIO AL NON PROFIT – Corte UE C-574/12- Alceste SANTUARI

La Corte Europea di Giustizia, Sez. V, con la decisione del 19 giugno 2014, sulla C-274/12, si è definitivamente pronunciata, dopo le conclusioni dell"Avvocato Generale P. Mengozzi (vedi al riguardo l"articolo pubblicato su questo sito http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=44777&catid=193

sull"applicabilità della direttiva sugli appalti al trasporto sanitario aggiudicato ad un"associazione di pubblica utilità senza scopo di lucro. Rinviando a quel contributo, in questa sede basti ricordare che la Corte UE ha statuito quanto segue:

1. in applicazione della giurisprudenza della Corte, l"articolo 5, paragrafo 2, del codice degli appalti pubblici nel diritto portoghese è formulato nel modo seguente: "Sono esclusi dall"applicazione della parte II del presente codice anche i contratti che, indipendentemente dall"oggetto, vengono stipulati dalle amministrazioni aggiudicatrici con un altro soggetto, purché

a)     l"amministrazione aggiudicatrice eserciti sull"attività di quest"ultimo soggetto, individualmente o congiuntamente ad altre amministrazioni aggiudicatrici, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, e

b)     detto soggetto realizzi la parte essenziale della propria attività a favore di una o varie amministrazioni aggiudicatrici che esercitano su di esso un controllo analogo a quello menzionato sub a)".

2. tra un ospedale pubblico portoghese e un"associazione non profit era stato sottoscritto un accordo attraverso cui il primo affidava in via diretta al secondo l"attività di erogazione del servizio di trasporto sanitario;

3. una società attiva nella prestazione di servizi analoghi a quelli oggetto dell"accordo di cui sopra, , ha proposto un ricorso dinanzi al Tribunal Administrativo e Fiscal de Almada, diretto all"annullamento di tale accordo;

4. con sentenza del 30 gennaio 2012, tale giudice ha annullato l"accordo, in quanto tra il centro ospedaliero e l"associazione non profit non esiste un rapporto di controllo che possa giustificare l"aggiudicazione dell"appalto in questione per affidamento diretto, atteso che il numero dei membri non pubblici dell"associazione, la sua notevole autonomia e la sua indipendenza dai pubblici poteri – la concreta dinamica di funzionamento del suo consiglio di amministrazione e il fatto che si tratta di una società di notevoli dimensioni e complessità non consentivano di considerare soddisfatte le condizioni previste dall"articolo 5, paragrafo 2, del codice degli appalti pubblici;

5. tale sentenza è stata confermata da una sentenza delle sezioni unite del Tribunal de Contas del 3 luglio 2012;

6. i membri privati dell"associazione non profit "perseguono interessi e finalità che, per quanto apprezzabili da un punto di vista sociale, sono di diversa natura rispetto agli obiettivi di interesse pubblico perseguiti dalle amministrazioni aggiudicatrici che sono contemporaneamente membri" dell"associazione;

7. come già ha rilevato l"avvocato generale al paragrafo 37 delle sue conclusioni, non è escluso che i membri privati del SUCH, nonostante il loro status di associazioni caritative senza scopo di lucro, possano esercitare un"attività economica in concorrenza con altri operatori. Di conseguenza, l"attribuzione diretta di un appalto all"associazione sarebbe suscettibile di offrire ai membri privati, ancorché "soci di minoranza", un vantaggio concorrenziale.

Alla luce delle considerazioni che precedono, la Corte ha dichiarato che "qualora l"aggiudicatario di un appalto pubblico sia un"associazione di pubblica utilità senza scopo di lucro che, al momento dell"affidamento di tale appalto, comprende tra i suoi membri non solo enti che fanno parte del settore pubblico, ma anche istituzioni caritative private che svolgono attività senza scopo di lucro, la condizione relativa al «controllo analogo», dettata dalla giurisprudenza della Corte affinché l"affidamento di un appalto pubblico possa essere considerato come un"operazione «in house» non è soddisfatta e pertanto la direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2014, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, è applicabile."

Ancora una volta viene in considerazione l"effettiva portata del "controllo analogo" che deve risultare da un rapporto molto correlato e stretto tra ente pubblico e organismo "partecipato". Un ulteriore profilo di interesse sottostante alla sentenza in commento è quello relativo all"applicabilità del concetto di "controllo analogo" ad un"associazione non profit di utilità sociale che, per quanto possa ammettere tra i propri associati anche enti pubblici, in coerenza con le definizioni elaborate e accettate a livello internazionale, deve comunque caratterizzarsi per la sua indipendenza e autonomia rispetto agli enti pubblici.



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