Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2013-09-20

NO ALL'ASSEGNAZIONE DELLA CASA SE IL FIGLIO HA POTENZIALITA' REDDITUALI - Cass. 21334/2013 - Valeria MAZZOTTA

Non ha diritto all"assegno di mantenimento per i figli né all"assegnazione della casa coniugale l"ex moglie, convivente con due figli maggiorenni autosufficienti e con un figlio trentenne che, seppur disoccupato, ha maturato esperienza professionale facendo pratica in uno studio, e quindi ha potenzialità reddituali.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 21334 del 18 settembre 2013, ribadisce il proprio orientamento in materia di assegnazione della casa coniugale: essa è possibile solo se ci sono figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti conviventi con il genitore che rivendica il godimento dell"abitazione.

Sia il previgente art. 155, IV co. cod. civ. che l"attuale art. 155 quater, nel regolare l"assegnazione della casa familiare, perseguono una finalità protettiva nei confronti  dei figli minori o maggiorenni ma non economicamente indipendenti, il cui interesse a permanere nell"ambiente domestico in cui sono cresciuti viene tutelato in via preminente.

Laddove, quindi, vi siano solo figli maggiorenni che seppur non ancora indipendenti hanno maturato una capacità reddituale, viene meno il presupposto dell"assegnazione della casa coniugale.

Viene quindi respinto il ricorso dell"ex moglie, che rivendicava il diritto all"assegnazione dell"abitazione e all"assegno di mantenimento per la prole, con cospicua condanna alle spese, liquidate in 8.500 euro.

(testo della sentenza tratto da www.cassazione.net)



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