Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Gasparre Annalisa - 2014-04-07

NO ALL'ESPULSIONE DELLO STRANIERO SE C'E' RISCHIO DI TRATTAMENTI INUMANI O DEGRADANTI - Torino, 26.3.2014 - Annalisa GASPARRE

Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 26 marzo 2014, Pres. Viglino, Est. Vignera; ric. A.

Con provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Torino è stato annullato il provvedimento di espulsione emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Alessandria nei confronti di un cittadino egiziano.

In proposito si è espressa la Cassazione con sentenza n. 20154/2010, affermando che la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e il Patto Internazionale sui diritti civili e politici "proibiscono la tortura e i trattamenti inumani e degradanti e prescrivono il divieto di refoulement, ovvero di rimpatrio a rischio di persecuzione". Tale divieto "si applica ad ogni persona, senza considerazione nè del suo status nè del tipo di imputazione o di condanna, ed indipendentemente dalla natura del trasferimento, comprese l'estradizione o l'espulsione". Secondo la Corte, l'art. 3 Convenzione EDU stabilisce "una protezione assoluta della persona e impone di non estradarla o espellerla quando essa corre, nel Paese di destinazione, un rischio reale di essere sottoposta ai trattamenti inumani o degradanti" e sulla constatazione di fatto del rischio reale di subire tali trattamenti. Queste considerazioni, espresse dalla Cassazione in riferimento alla situazione della Tunisia all'epoca della sentenza, secondo il Tribunale di Torino valgono oggi per l'Egitto, Paese di provenienza dell'espellendo, che, negli ultimi mesi ha assistito ad una serie di colpi ai diritti umani e a una violenza senza precedenti, facendo numerosi prigionieri di coscienza e vittime dell'uso arbitrario della forza da parte della polizia. La cronaca e l'affidabilità delle fonti internazionali che descrivono le condizioni del Paese di provenienza, costituiscono requisito per ritenere che il cittadino egiziano sia esposto al concreto rischio di trattamenti inumani e degradanti, in violazione delle già indicate Convenzioni internazionali e, in particolare, dell'art. 3 Cedu.



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