Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-10-30

NO COMPENSI AGLI ORGANI DELLE FONDAZIONI FINANZIATE DALLA P.A. – Corte Conti Lombardia 325/15 – Alceste SANTUARI

Il d.l. 78/2010 stabilisce un principio di coordinamento della finanza pubblica

Conseguentemente, il legislatore ha voluto ridurre le spese anche per gli apparati amministrativi degli organismi partecipati/controllati/finanziati dalla P.A.

Quali le prospettive?

L"art. 6 comma 2 del D.L. n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, dispone che "a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità di organi dei predetti enti è onorifica; essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano già previsti i gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. La violazione di quanto previsto dal presente comma determina responsabilità erariale e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli. Gli enti privati che non si adeguano a quanto disposto dal presente comma non possono ricevere, neanche indirettamente, contributi o utilità a carico delle pubbliche finanze, salva l'eventuale devoluzione, in base alla vigente normativa, del 5 per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La disposizione del presente comma non si applica agli enti previsti nominativamente dal decreto legislativo n. 300 del 1999 e dal decreto legislativo n. 165 del 2001, e comunque alle università, enti e fondazioni di ricerca e organismi equiparati, alle camere di commercio, agli enti del Servizio sanitario nazionale, agli enti indicati nella tabella C della legge finanziaria ed agli enti previdenziali ed assistenziali nazionali, alle ONLUS, alle associazioni di promozione sociale, agli enti pubblici economici individuati con decreto del Ministero dell"economia e delle finanze su proposta del Ministero vigilante, nonché alle società".

Il comma 2-bis dell"articolo 35 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, ha fornito l"interpretazione autentica del succitato comma 2, escludendo il carattere onorifico solo per i collegi dei revisori dei conti e sindacali e per i revisori dei conti.

L'art. 6, comma 2 del D.L. n. 78/2010, conv. nella l. n. 122/2010, esprime dunque un principio di coordinamento della finanza pubblica tendente a ridurre il costo degli apparati amministrativi ed impone la gratuità di tutte le cariche assegnate all'interno degli organi collegiali degli enti a contribuzione pubblica con la sola eccezione di talune tipologie di organismi, nominativamente indicati ed espressamente esclusi dalla norma medesima.

La Corte dei Conti, sez. regionale di controllo per la Regione Lombardia, con deliberazione n. 325 del 12 ottobre 2015, ha risposto ai quesiti sottoposti alla sua attenzione da parte di un sindaco che ha evidenziato la seguente situazione riguardante una fondazione finanziata con fondi pubblici:

la Fondazione è iscritta al registro delle persone giuridiche ed opera senza scopo di lucro nel comparto delle attività teatrali e dello spettacolo;

sono fondatori di diritto il comune e un"altra fondazione;

l"attività della fondazione è sostenuta attraverso i contributi annuali e pluriennali dei fondatori;

la fondazione si avvale di un Fondo di gestione, alimentato, altresì, dai ricavi generati dalla propria attività istituzionale e dalle attività strumentali ed accessorie;

all'atto della costituzione, alla Fonazione è stato assegnato in comodato d'uso l'immobile adibito a Teatro civico per il perseguimento delle proprie finalità statutarie;

l'amministrazione della Fondazione è affidata a un Consiglio, allo stato composto da nove membri, di cui il Fondatore Comune designa la maggioranza;

all"interno del CdA al Vice Presidente vicario sono riconosciute tutte le attribuzioni e competenze riservate al Presidente, che "può attribuire al Vice Presidente vicario una delega ad esercitare in via continuativa le funzioni ad esso riservate ...";

le attività della Fondazione vanno oltre gli interessi pubblici in campo culturale-teatrale del comune di Pavia, sicché non hanno il carattere di servizio pubblico in senso proprio, ma assumono una autonoma dimensione sia spaziale che funzionale;

i rapporti tra comune e Fondazione sono regolati da un atto convenzionale di durata annuale ove sono definiti i rispettivi diritti ed obblighi e che, pertanto, la Fondazione non può essere ricondotta ad un mero modulo organizzativo dell"ente comune, al pari di altre formule organizzative aventi natura pubblicistica, finalizzato al conseguimento del circoscritto interesse generale dello stesso.

Ciò premesso il sindaco pone alle Sezione i seguenti quesiti:

-) se sia comunque applicabile alla Fondazione suddetta il principio di carattere onorifico della partecipazione agli organi collegiali di amministrazione di cui all'articolo 6 comma 2 del DL n. 78/2010;

-) in caso di risposta positiva, se sia comunque possibile prevedere un compenso annuo per il Vicepresidente vicario per un incarico inerente materie estranee alle specifiche competenze attribuite dallo Statuto ai componenti dell'organo di amministrazione (in particolare, per dirigere e coordinare specifiche attività legate alla programmazione ed alla realizzazione di iniziative diverse da quelle afferenti il Teatro civico).

Ai quesiti sopra posti, la Sezione di controllo lombarda ha risposto ribadendo che:

la normativa in parola si applica indipendentemente dalla misura della partecipazione dell'ente locale, prescindendo dalla sussistenza di una partecipazione maggioritaria;

dalla normativa invocata discende il principio del carattere onorifico della partecipazione agli organi collegiali e della titolarità di organi dei predetti enti ai sensi dell'art. 6, c. 2, D.L. 78/2010

a fortiori, da quanto sopra consegue l'applicabilità delle disposizioni in esame anche nei confronti del vicepresidente vicario, il quale istituzionalmente è preposto a sostituire e a coadiuvare il titolare dell'organo ed al quale non possono che essere conferite le deleghe previste per Statuto.

In termini conclusivi, la Sezione ha inteso confermare che "considerata la finalità che il legislatore si prefigge, la previsione contenuta nel comma 2 preclude di erogare qualsiasi compenso in favore degli amministratori di fondazioni che ricevono contributi pubblici."

La previsione normativa oggetto della deliberazione della Corte dei conti qui in commento dimostra un lato "oscuro" per così dire. Invero, se pure è apprezzabile lo sforzo del legislatore di ridurre la spesa pubblica, in questa contemplando anche gli emolumenti nelle società e negli organismi partecipati, non si può negare un impatto negativo che tale norma ha già prodotto, produce e forse produrrà ancora di più in prospettiva futura. Alle responsabilità affatto marginali cui i membri di un Consiglio di Amministrazione ovvero i presidenti o amministratori unici di società e organismi a vario titolo partecipati / controllati dalla P.A. sono esposti (si pensi, per tutti, alla responsabilità che assomma un amministratore cui è anche affidata la funzione di responsabile della prevenzione della corruzione) non si può certo opporre la semi ovvero completa gratuità dell"incarico. Alla lunga, questa misura potrebbe rivelarsi un boomerang consistente nella sempre maggiore difficoltà di trovare qualcuno disposto ad assumersi l"onere di gestire tali enti.



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