Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-02-08

NON CI SONO PAROLE – Maria Rosa PANTÉ

Non ci sono parole è frase che viene in mente di fronte a drammi come la Shoah.

É anche frase che mi permette di scrivere di un evento molto interessante legato alla Giornata delle Memoria.

L'Associazione Fiorile Messidoro di Varallo, cittadina dove lavoro, la sera del 27 gennaio, ha infatti ideato un modo originale di ricordare l'olocausto. Nella prima parte dello spettacolo persone del territorio che rappresentavano le istituzioni, dal Comune alle scuole, alle associazioni di volontariato, all'Istituto Storico della Resistenza hanno letto brevi storie umoristiche ebraiche tratte da una raccolta di Moni Ovadia.

Dopo la performance dei lettori, in un ambiente di attesa, ma anche reso leggero, in modo straniante, dal sottile umorismo ebraico ecco irrompere la musica di Wagner: la Cavalcata delle Walkirie.

Con la musica si avanzano sul palco cinque attrici, cinque corpi, perché la centralità è dei corpi. I corpi dunque hanno creato quadri viventi e in movimento per rappresentare scene dell'olocausto.

I quadri, talvolta resi nel silenzio talvolta accompagnati dalla musica, erano intervallati dal video tratto dal film "Il grande dittatore" in cui Chaplin, scambiato per Hitler, tiene il suo discorso all'umanità. Un discorso bellissimo, che parla di solidarietà, felicità, amore, che tutti noi uomini e donne di media bontà, intelligenza e amore per la vita vorremmo sentire dire finalmente da un politico, da tutti i politici...

Il discorso prima era proiettato in lingua originale, poi in italiano, infine nel terzo, bellissimo video, rielaborato dal regista Luigi Gabriele Smiraglia, vi era una sorta di rap delle parole su una serie di immagini crudeli dell'olocausto.

I momenti più emozionanti e terribili per me sono stati quelli in cui nel buio sono esplosi i rumori: il treno che arriva, la gente che piange, le bombe, la corsa, l'urlo, l'urlo, l'urlo e poi il colpo di pistola, insensato, solitario, definitivo. Quasi un sollievo.

E di contrasto la pietà, i corpi di quattro delle attrici ricomposti da Costanza Daffara, che ha ideato lo spettacolo e le coreografie, in un gesto eterno di compassione. La commemorazione si è conclusa con le ultime scene del film Schindler's list in cui i sopravvissuti rendono omaggio a quel giusto.

Come a tutti i giusti che sulla terra pure esistono.

E pensando ai giusti, a me, a noi ho scritto poi queste parole:

Nel tempo del giudizio finale

un tempo senza tempo

qualcuno ci dirà:

ti riconoscerò per quanta vita

hai perdonato. Quanta

vita nella tua vita hai salvato.



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immagine A3M

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