Legislazione e Giurisprudenza, Avviso di accertamento -  Belotti Andrea - 2014-02-24

NON E' NECESSARIO L'AVVISO BONARIO PER L'EMISSIONE DELLA CARTELLA– Cass.: 2379/2014- Andrea BELOTTI

Con la presente ordinanza la Suprema Corte, citando suoi precedenti orientamenti giurisprudenziali  (va  tuttavia rilevato che ne esistono anche in senso difforme) afferma che la cartella di pagamento è legittima anche se non sia stata preceduta  dal cd. "avviso bonario", o comunicazione dell"esito della liquidazione ex art. 36 bis, comma 3, del DPR 600/73. La motivazione poggia sul fatto  che la comunicazione non avrebbe attinenza con l"esercizio di difesa  per  ciò che attiene la cartella di pagamento ma avrebbe lo scopo  di evitare la reiterazione degli errori da parte del contribuente.

L"avviso bonario viene emesso dall"Agenzia delle  Entrate  in  seguito  ai controlli automatici (ex art. 36-bis D.p.r. 600/73 e 54-bis del D.p.r. 633/72), che evidenziano la presenza di errori nelle dichiarazioni presentate e ai controlli formali (ex art. 36-ter del D.p.r. 600/73), che rilevano differenze tra i dati  ritenuti corretti dall"Ufficio e quelli dichiarati dal contribuente.

La Cassazione afferma  "E" stato, pure, affermato (Cass. n.26361/2010, n.17396/2010, 22035/2010, n. 795/2011), che "In tema di imposte sui redditi, è legittima la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla comunicazione dell"esito della liquidazione, prevista dal comma 3 dell"art. 36-bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 sia perché la norma non prevede alcuna sanzione, in termini di nullità, per il suo inadempimento, sia perché tale comunicazione, avendo la funzione di evitare al contribuente la reiterazione di errori e di consentirgli la regolarizzazione di aspetti formali, è un adempimento rivolto esclusivamente ad orientare il comportamento futuro dell"interessato ed esula, quindi, dall"ambito dell"esercizio del diritto di difesa e di contraddittorio nei confronti dell"emittenda cartella di pagamento, sia infine perché la previsione dovrebbe ritenersi caducata e, comunque, priva di conseguenze nel caso di sua inosservanza, per effetto dell"art. 13, primo comma, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, che riducendo la sanzione inizialmente prevista dall"art. 44 del citato d.P.R. n. 633 del 1972 (dal cento per cento al trenta per cento dell"importo non versato), ha fatto venir meno ogni interesse del contribuente ad un inadempimento dal quale nessun vantaggio egli potrebbe più trarre."



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