Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-01-22

NON ESISTE UN INCONDIZIONATO DIRITTO DI VISITA DEI NONNI - Cass. 752/2015 - Valeria MAZZOTTA

Separazione e divorzio

Il diritto dei ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti non è incondizionato, bensì è strumentale alla piena realizzazione dell'interesse del minore

Esiste un diritto di visita dei nonni ?

Secondo la Cassazione no: è pur vero che i minori hanno il diritto a mantenere  rapporti significativi con gli ascendenti, ma ciò non origina in capo a questi ultimi un vero e proprio diritto azionabile in giudizio. Si tratta semplicemente di  un criterio ulteriore, che il Giudice deve tenere presente nell"adozione dei provvedimenti riguardanti la ripartizione delle visite sui minori. A prevalere è infatti la tutela del diritto del bambino ad una crescita serena ed equilibrata.

Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 752/15, depositata il 19 gennaio.

Nel caso di specie, la nonna materna agiva presso il Tribunale per i Minorenni (competente in materia in base alla normativa introdotta dal D.Lgs. 154/2013) invocando il riconoscimento del suo diritto di visita nei confronti della nipote, ostacolato dal padre dopo la morte della madre. Il Tribunale, sentita la bimba di otto anni e mezzo, respingeva la domanda e la Corte d"Appello confermava la decisione. La nonna ricorreva quindi in Cassazione, in primis ritenendo che l"età della bimba privasse di attendibilità le sue dichiarazioni, non essendo stata fatta un"effettiva indagine sulla capacità di discernimento della minore.

Gli Ermellini colgono tuttavia l"occasione per ricordare che la valutazione della capacità di discernimento del minore infradodicenne è rimessa al libero e prudente apprezzamento del giudice, non necessitando di uno specifico accertamento tecnico. Tale capacità peraltro "non può essere esclusa con mero riferimento al dato anagrafico del minore, se esso non sia di per sé solo univocamente indicativo in tale senso, mentre può presumersi in genere ricorrente, anche considerati temi e funzione dell'audizione, quando si tratti di minori per età soggetti ad obblighi scolastici e, quindi, normalmente in grado di comprendere l'oggetto del loro ascolto e di esprimersi consapevolmente". Parimenti è esclusa la Convenzione di Strasburgo, in relazione alla necessità di informare il minore circa le potenziali conseguenze delle sue dichiarazioni.

Quanto alla violazione del diritto della nonna a mantenere rapporti significativi con la nipote, i Supremi Giudici, rigettando il ricorso, sottolineano sostanzialmente la prevalenza dell"interesse della minore alla serenità e ad una crescita equilibrata, interesse che nel caso concreto conduceva a una legittima esclusione degli incontri con la nonna, attesa la dichiarata volontà della bimba di evitare, allo stato, tali rapporti, eccessivamente dolorosi.

Ricordiamo che il novellato art. 337 ter, 1° comma c.c., riconosce il diritto del figlio a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, mentre l"art. 317 bis c.c. consente all"ascendente al quale è impedito l"esercizio del diritto di mantenere con i nipoti rapporti significativi, la possibilità di ricorrere al Giudice affinchè adotti "i provvedimenti più idonei nell'esclusivo interesse del minore".

Dunque, nel mutato panorama legislativo, è riconosciuta rilevanza ai rapporti tra i nonni e i nipoti, ma attenzione, sempre valutato l"interesse del minore. In pratica non si configura alcun diritto di visita incondizionato ed assoluto in capo agli ascendenti: tale diritto è in sostanza strumentale alla realizzazione del sereno sviluppo della personalità del minore, di talchè, se gli incontri risultano nocivi per il bambino, essi vanno limitati o esclusi.



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