Legislazione e Giurisprudenza, Danni non patrimoniali, disciplina -  Negro Antonello - 2014-03-04

NON OGNI DANNO E' BIOLOGICO – Cass. 4916/14 - Antonello NEGRO

In molte pronunce la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha dimostrato di ben comprendere la natura del danno non patrimoniale e dei singoli pregiudizi che ne fanno parte.

Non è il caso della sentenza qui di seguito allegata.

Il caso concerneva un danno da perdita di chances per la mancata nomina di un dipendente pubblico a dirigente di Cancelleria di una Corte di Appello.

La Cassazione ha ritenuto non ammissibile il ricorso per mancanza di specificità dei motivi e di autosufficienza.

Tra le domande proposte ve ne era una relativa al danno esistenziale consistente, a giudizio del ricorrente, nella significativa variazione peggiorativa della vita in conseguenza delle trasferte cui lo stesso era stato costretto per raggiungere la sede più lontana.

Pur non entrando nel merito della specifica questione sollevata, la Corte ha sostenuto che il danno esistenziale è conglobato nel "omnicomprensivo" danno biologico, pena la duplicazione illegittima di poste di danno sostanzialmente corrispondenti.

L'estensore della sentenza ha quindi aggiunto che il danno biologico ha natura non patrimoniale e che, dal momento che tale categoria ha natura unitaria, è corretto l'operato del giudice di merito che liquidi il danno biologico in una somma omnicomprensiva. La motivazione appare errata.

Nel caso di specie, rilevo, il danno esistenziale è stato chiesto per i disagi legati alle trasferte, dunque non era connesso ad una lesione fisica o psichica.

Se un danno ha origine biologica, è possibile valutare gli aspetti esistenziali a questa direttamente connessi operando un aumento equitativo sulle somme liquidate in forza delle tabelle utilizzate, ma se il pregiudizio esistenziale prescinde dalla lesione fisica, deve essere autonomamente valutato e liquidato.



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