Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Bacchin Giorgia - 2015-12-01

NON VALIDE IN ITALIA LE NOZZE OMOSESSUALI CELEBRATE ALLESTERO – Consiglio di Stato n. 4897/15 - Giorgia BACCHIN

La decisione n. 4897/15 del Consiglio di Stato afferma il principio dell"intrascrivibilità delle nozze omosessuali nei registri italiani ad opera dei Comuni anche qualora la celebrazione sia avvenuta all"estero e, di conseguenza, il potere dei Prefetti di annullare quelle già effettuate.

A tale asserzione è pervenuto rinviando alle norme contenute negli artt. 27- 28 della legge 218/ 95 e nell"art.115 c.c. ed analizzando la giurisprudenza nazionale  e comunitaria pronunciatasi in materia.

In particolare, il Collegio ritiene che dal combinato disposto delle norme sopra citate sia possibile delineare un istituto matrimoniale caratterizzato da una serie di requisiti imprescindibili per produrre effetti nel nostro ordinamento tra i quali vi è, sicuramente, la diversità di sesso. Tale elemento, infatti, risulta di fondamentale importanza tanto che la sua assenza determina la nullità/inesistenza dell"atto stesso.

In presenza, quindi, di un atto privo del requisito sopra descritto non risulta possibile soddisfare quella condizione richiesta dall"art.64 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 ai fini della trascrizione che è costituita dalla dichiarazione degli sposi di prendersi come marito e moglie ( art. 64 co 1 lett. e). La norma, infatti, deve essere collocata all"interno dell"unica e tradizionale interpretazione del concetto di sposi come sancita dall"art. 107 c.c. e da cui si deduce la intrascrivibilità delle nozze anche se celebrate all"estero.

A sostegno di quanto sopra il Collegio richiama le decisioni della Corte Costituzionale (tra tutte 138/10) che hanno valutato la preclusione per gli omosessuali di contrarre matrimonio come compatibile con il nostro ordinamento in  quanto l"art. 29 Cost. è stato sempre interpretato facendo riferimento alla nozione tradizionale di matrimonio eterosessuale e perché  e dagli artt. 12 CEDU e 9 Carta di Nizza si evince che l"istituto del matrimonio è oggetto di una normativa esclusivamente nazionale e non comunitaria o internazionale.

Quanto, poi, al rapporto fra il Prefetto e il Sindaco il Collegio chiarisce che la potestà di sovraordinazione dell"Amministrazione centrale si esplica anche nell"assegnazione al Prefetto, che esercita istituzionalmente l"autorità del Ministero dell"interno sul territorio, dei poteri di vigilanza sulla tenuta degli atti dello stato civile e di sostituzione al Sindaco, in caso di sua inerzia nell"esercizio di taluni compiti, e che da questi poteri non può che discendere anche quello di annullamento gerarchico degli atti illegittimi.

Relativamente alla competenza esclusiva del giudice ordinario in tema di rettificazione o cancellazione degli atti dello stato civile di cui agli artt. 95-101 DPR 3/11/2000 n. 396 - Nuovo Ordinamento Stato Civile, il Collegio rileva come essa operi in presenza di atti da controllare, rettificare o da cancellare e non nel caso di atti inesistenti. Testualmente afferma che "L"esigenza del controllo giurisdizionale, infatti, si rivela del tutto recessiva (se non inesistente), a fronte di atti inidonei a costituire lo stato delle persone ivi contemplate, dovendosi, quindi, ricercare, per la loro correzione, soluzioni e meccanismi anche diversi dalla verifica giudiziaria".



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