Legislazione e Giurisprudenza, Punibilità, sanzioni -  Fabbricatore Alfonso - 2014-10-04

NON VERSA L'IVA PER PAGARE I DIPENDENTI: ASSOLTO L'IMPRENDITORE - A. FABBRICATORE

Cass. IV sez pen., 30 settembre 2014, n. 40394, pres. Bianchi, rel. Mulliri.

Ha suscitato già grande stupore la sentenza in epigrafe per aver assolto un imprenditore dal reato di omesso versamento IVA. Quest"ultimo, a causa del fallimento del suo unico cliente in concomitanza alla data di scadenza del pagamento dell"imposta, si era visto costretto ad insinuarsi nella procedura concorsuale e, in una situazione di precaria disponibilità finanziaria, aveva preferito destinare le poche risorse rimanenti al pagamento degli stipendi dei dipendenti.

Come evidenzia la Corte, l"evasione contestata non poteva ritenersi ascrivibile a dissennatezza gestionale, né ad alcun altro intento truffaldino o omissivo, bensì solo a causa di forza maggiore indipendente dalla volontà dell"imputato stesso. Il giudice di merito ha erroneamente individuato la sussistenza del dolo specifico richiesto dalla norma incriminatrice nella condotta dell"agente.

In particolare si ricorda che per poter ravvisare la causa di giustificazione della forza maggiore è necessario aver acquisito la prova rigorosa che la violazione del precetto penale sia dipesa da un evento del tutto estraneo alla sfera di controllo del soggetto agente (Cass. 4 dicembre 2007, n. 238986): la vis major è dunque quella causa esterna all"agente che sostituisce la serie causale a lui ascrivibile, innescandone un"altra, diversa e completamente autonoma rispetto alla condotta dell"agente stesso.

I giudici di merito avrebbero inoltre omesso la genericità del dolo nella fattispecie in esame, constatando, viceversa, il dolo specifico dell"agente per non aver volontariamente e coscientemente versato l"imposta dovuta.

L"equazione "omesso versamento dell"imposta = reato" porterebbe ad imputare il fatto secondo le regole della responsabilità oggettiva, senza prendere in considerazione le circostanze che in concreto abbiano potuto inserirsi nella concatenazione eziologica degli antecedenti.

Per questi motivi la pronuncia in appello viene annullata e rimessa la questione al giudice del merito che dovrà esprimersi secondo i principi di diritto formulati.



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