Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-06-08

NORMATIVA ANTISISMICA: SOPRAELEVAZIONE E PRINCIPIO DI PREVENZIONE - Riccardo MAZZON

la costruzione in sopraelevazione, il c.d. principio di prevenzione e la normativa antisismica

per le costruzioni in zona sismica il rispetto della distanza d'isolamento risponde a inderogabili esigenze d'ordine pubblico

ma il criterio di distribuzione, tra i fondi confinanti, di detta distanza è rimesso alla disponibilità delle parti

Ancor più dettagliatamente,

"il principio, secondo cui la costruzione e il mantenimento di un edificio a distanza inferiore alla legale, non dispensano in caso di sopraelevazione, dall'obbligo di osservare le distanze prescritte, sicché il proprietario che sopraelevi, ove non provi il diritto di ottenere l'arretramento del fabbricato dell'altro, deve rispettare, nella sopraelevazione, la distanza prescritta dalla legge, arretrando con il proprio edificio di quel tanto che è necessario per osservarla, va armonizzato con quello della prevenzione - applicabile a norma dell'art. 8 della l. 25 novembre 1962 n. 1684, anche nelle zone sismiche - in forza del quale il proprietario confinante che costruisce per primo detta legge a colui che intraprenda la costruzione in epoca successiva. Tale principio incide anche sulla sorte della eventuale sopraelevazione, determinata sempre dalla situazione della costruzione a piano terra. Pertanto, il proveniente deve attenersi, nella prosecuzione in altezza del fabbricato, alla scelta originariamente operata, di guisa che ogni parte superiore dell'immobile risulti conforme al criterio di prevenzione adottato alla base di esso" Cass. 18.6.80, n. 3873, GCM, 1980, 6 (cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto).

Sempre in argomento:

"poiché il principio della prevenzione è accolto nella normativa speciale cosiddetta antisismica (l. 25 novembre 1962 n. 1684, art. 8), il vicino prevenuto, che vuole sopraelevare la sua costruzione, deve rispettare la distanza prescritta da detta normativa, anche se sopravanza in altezza la costruzione del preveniente" Cass. 7.3.97, n. 2031, GCM, 1997, 358.

Con particolare attenzione alla differenza tra derogabilità ed inderogabilità delle disposizioni:

"per le costruzioni in zona sismica, mentre il rispetto della distanza d'isolamento risponde a inderogabili esigenze d'ordine pubblico, il criterio di distribuzione, tra i fondi confinanti, di detta distanza è rimesso alla disponibilità delle parti, come si evince dal comma 7 dell'art. 8 della l. 25 novembre 1962 n. 1684. Pertanto, il preveniente può non far valere l'osservanza del divieto, per il prevenuto, di sopraelevare a distanza inferiore a quella che per legge deve separare le due costruzioni, sempre che sopraelevi anche lui o sul confine o alla distanza legale fra costruzioni (principio di reciprocità). Consegue che il preveniente, se, in previsione di una propria sopraelevazione sul confine, può opporsi a che il prevenuto sopraelevi a distanza dal confine inferiore a quella minima, viceversa - quando sopraelevi a meno della distanza minima dal confine - non può più pretendere che il prevenuto sopporti l'intero distacco dal confine come se egli avesse costruito su questo, essendo sufficiente che il prevenuto - salvo che pretenda il rispetto dell'intera distanza, ovvero la sopraelevazione sul confine - arretri dal confine a distanza idonea a ricostruire la necessaria distanza fra costruzioni" Cass. 20.6.83, n. 4221, GCM, 1983, 6

Per un"applicazione particolare (Comune di S. Lucia del Mela):

"il piano regolatore generale del comune di S. Lucia del Mela, appartenente a zona sismica di seconda categoria, non detta, per le sopraelevazioni eseguite in arretrato nel centro storico, prescrizioni sulle distanze tra costruzioni diverse da quelle del codice civile, dovendosi in particolare ritenere che il generico rinvio alla l. 25 novembre 1962 n. 1684 (sull'edilizia nelle zone sismiche), contenuto nell'art. 16 delle norme di attuazione di detto piano regolatore, non implica l'operatività per tali sopraelevazioni dell'art. 8 della menzionata legge, il quale è riferibile esclusivamente alle nuove costruzioni, e che non riguardano le sopraelevazioni in questione gli art. 8 e 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 3519, ugualmente richiamati dall'art. 16 citato e statuenti che le distanze tra fabbricati non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti. Ne consegue che il vicino danneggiato da una sopraelevazione siffatta, realizzata in violazione di disposizioni del suindicato strumento urbanistico, non può conseguire dal giudice ordinario la riduzione in pristino, ma soltanto il risarcimento del danno, salva la tutela in sede amministrativa" Cass. 4.4.81, n. 1919, GCM, 1981, 4.



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